Il professor Mario Guerra lascia l’Usl: si chiude con la pensione il percorso ad altissimo livello del responsabile del servizio odontoiatrico

Il professor Mario Guerra

Si chiude una lunga, qualificata e apprezzatissima esperienza nel settore pubblico, alla Usl Umbria 1, per il professor Mario Guerra, coordinatore del servizio aziendale di odontostomatologia. Il pensionamento conclude una parentesi importante del suo lungo cammino con un futuro tutto da scoprire. La sua impronta sta nel lungo percorso che l’ha visto diventare nel tempo un riferimento assoluto. Raggiungere questo traguardo l’ha portato a crescere molti profili professionali che ne hanno fatto un riferimento.

Laureato con lode in medicina e chirurgia nel 1982 a Roma, con specializzazione in odontostomatologia a Perugia, troviamo il professor Guerra dal 1984 in servizio all’ospedale di Gubbio, diventando coordinatore nel 1991. Dal 1995 è responsabile del servizio di odontoiatria delle Acciaierie di Terni. Dal 1988 al 2003 è stato professore a contratto nel corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria presso la facoltà di medicina e chirurgia dell’ateneo perugino, e nel 1993-1994 anche presso la scuola di specializzazione in reumatologia della facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Ancona.

Nel cammino professionale si aggiungono dal 2008 al 2010 l’incarico di professore e tutore nel master in oral implanthology and prosthetic restaurations all’università Sapienza di Roma, e, successivamente, professore nel master di secondo livello in implantoprotesi in odontostomatologia alla stessa Sapienza.

È stato, inoltre, docente universitario a Cagliari, Napoli e L’Aquila. Dal 2015 responsabile del servizio di odontoiatria speciale per pazienti non collaboranti, con sede a Gubbio-Branca. Lo si ricorda nel 2016 è membro del gruppo tecnico in materia di odontoiatria, istituito presso il Ministero della Salute per le linee guida nazionali sulla diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva.

Dal 2022 a oggi svolge attività di tutor presso il corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria di Perugia. Negli ultimi due anni accademici, infine, docente al master in implantologia orale tecniche chirurgiche e protesiche alla Sapienza di Roma.

Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi congressi e riunioni di odontostomatologia a livello nazionale e internazionale, è socio Eao e dell’Academy of Osseointegration. Ha pubblicato numerosi lavori su riviste del settore. Docente di corsi base ed avanzati di implantologia, è coautore dei libri “Implantologia contemporanea: linee guida in diagnosi, chirurgia, protesi” e “Ruolo della stampa 3D in fase diagnostica e nella preparazione chirurgica dei casi complessi in odontoiatria”.

L’esperienza nel prendersi cura dei pazienti non collaboranti in ambito odontoiatrico gli fa dire che “significa andare oltre la semplice prestazione clinica, adattando l’approccio alle esigenze specifiche di chi, per motivi cognitivi, psicologici o fisici, non è in grado di seguire le indicazioni o sostenere una seduta tradizionale. È un prendersi cura che richiede pazienza, ascolto e flessibilità ed è anche un atto di responsabilità e rispetto. In questi casi l’empatia è tanto importante quanto la tecnica, se non di più. Avere competenze cliniche aggiornate è essenziale, ma senza la capacità di comprendere l’altro, di cogliere i segnali non verbali e di stabilire una relazione umana autentica, il trattamento rischia di fallire. L’accesso alle cure per questi pazienti non è ancora garantito ovunque. Ci sono ostacoli economici, organizzativi e culturali. Molte strutture non sono attrezzate, mancano operatori formati e la presa in carico richiede tempi e risorse che non tutti i servizi possono offrire. Inoltre, c’è ancora una scarsa consapevolezza sociale sull’importanza della salute orale anche per chi ha disabilità gravi. Serve una maggiore integrazione tra servizi sanitari, sociali e famiglie, e un impegno concreto delle istituzioni per rendere davvero universale il diritto alla cura.

Qual è il suo desiderio per il futuro dell’odontoiatria sociale e inclusiva? “Vorrei un sistema che riconosca il diritto alla salute orale come parte integrante del benessere, accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni di partenza. E vorrei che l’odontoiatria sociale non fosse più considerata una nicchia, ma una parte integrante e strutturata del Servizio sanitario nazionale. Ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, ha diritto a ricevere cure di qualità, in tempi adeguati e con personale competente. Dobbiamo andare verso un’odontoiatria pubblica più forte, inclusiva ed integrata nei percorsi sociosanitari. Esperienze come quella della Usl Umbria 1 dovrebbero essere valorizzate e replicate su scala nazionale per garantire un accesso equo alle cure odontoiatriche per tutti”.