Sono sempre curiosi i politici che approfittano di tutto e strumentalizzano di tutto pur di cantarsela e suonarsela. In questo caso suonarsela, come fa Fabio Sebastiani, segretario del Partito Comunista di Gubbio, che scopre d’incanto il “valore” della “Chiesa eugubina e italiana, istituzione millenaria” (come la chiama lui) non perché professa la parola e la fede in Dio ma perché fa suonare le campane delle chiese nella delicatissima vicenda mediorientale che va ben oltre uno scampanio a gettone, cavalcato ad arte dalla politica (anche la peggiore) e dunque con effetti lontani dall’essere benefici.
Sebastiani, in un post sui social, attacca la Giunta Fiorucci per non aver fatto suonare il campanone (seguendo l’ex sindaco Filippo Mario Stirati e non si sa chi altri) e ringrazia non si sa bene chi, probabilmente soprattutto i compagni di partito che magari credendo in Marx proprio per questo sono distinti e distanti dal cattolicesimo, come da ogni forma di religione definita dal capostipite “l’oppio dei popoli”.
Se però la Chiesa serve per fare politica, allora a Sebastiani e compagni vanno bene pure le campane delle chiese. Senza alcun pudore. Anche per Sebastiani che si divide tra l’attività del partito e della “fantomatica” scuola nella stessa sede del partito, dove un giorno chissà se piazzerà pure una campana per suonarla e farla suonare ai suoi adepti, a piacimento.
Sebastiani è già stato l’eroico che si è introdotto nel palazzo dei Consoli salendo fino alla loggetta in buona compagnia per sventolare indisturbato una bandiera della Palestina non si sa autorizzata da chi, visto che per esempio la maggioranza di Fiorucci lo ha sottolineato ma non è dato sapere se abbia promosso iniziativa per fare luce sulla vicenda.
































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