La politica italiana, a tutti i livelli, è ormai sempre più un mercato delle vacche tra cambi di casacca e di schieramento, tradimenti e chi più ne ha ne metta. I padri costituenti quando avevano inserito il “senza vincolo di mandato” non potevano immaginare il meretricio politico al quale si assiste ormai da lunghi anni, con i partiti e liste civiche che sono come alberghi a ore con le porte girevoli.
La premessa ci aiuta a capire usi e costumi di chi si candida, viene eletto e poi si sente libero di fare quel che vuole senza chiedere nulla al corpo elettorale che gli ha dato il mandato da esercitare nel rispetto della condizione di partenza.
A Gubbio si assiste in queste ore a uno scossone con la fuoriuscita di quattro consiglieri comunali eletti nella lista di Gubbio Civica per andare a fondare un nuovo gruppo in Consiglio Comunale denominato Progetto Città, senza alcuna investitura popolare. I quattro fuoriusciti capeggiati da Nancy Latini (già ex Pd) e Sandro Manca (già candidato nel 2019 con la sinistra del sindaco piddino Massimiliano Presciutti), insieme a Mauro Biccari e Viviana Ceccarini entrata da poche settimane a palazzo Pretorio, starebbero mettendo in atto altre manovre.
Indiscrezioni da palazzo Pretorio vogliono che Latini e Manca starebbe cercando di convincere Erika Fiorucci, eletta con i LeD e subentrata nel giugno scorso ad Alessia Tasso in Consiglio Comunale, a traslocare a destra unendosi a Progetto Città. Ci sarebbe stato un primo colloquio, secondo fonti bene informati. Niente di illegale sia chiaro, ma eventualmente di moralmente (in senso politico chiaramente) fortemente discutibile.
Resta in piedi il discorso del rimpasto di Giunta, che naturalmente Gubbio Civica è pronta a contrastare per quanto nell’esecutivo di Vittorio Fiorucci vi siano due assessori esterni non candidati né eletti, ma chiamati successivamente, ovvero Paola Salciarini (ex Movimento 5 Stelle, collega di banca del sindaco) e Lucia Rughi (tecnico esperto di sanità e assistenza).
C’è anche un giallo attorno a Fiorucci, il quale a Trg ha dichiarato con forza di non essere stato minimamente al corrente dell’azione di Latini, Manca, Biccari e Ceccarini di costituire un nuovo gruppo consiliare. C’è però chi sostiene il contrario e preparerebbe le mosse per rivelare come sono andate esattamente le cose.
La manovra sarebbe stata portata avanti – il condizionale è d’obbligo – con la regia da un soggetto esterno neanche tanto occulto, ex Pci e Pds con un passato istituzionale, che è lo stesso artefice della candidatura a sindaco di Fiorucci, cioè chi l’ha voluto lanciare a ogni costo al di là delle continue dichiarazi0ni di Fiorucci sull’intenzione di non candidarsi (tenuto conto oltretutto – aggiungiamo noi – che a 56 anni non aveva mai fatto neanche per un giorno il consigliere comunale). La mossa del nuovo gruppo consiliare Progetto Città sarebbe stata orchestrata – secondo alcuni – dal soggetto esterno che avrebbe informato Fiorucci di quello che stava succedendo.
Si vorrebbe in pratica disinnescare per quanto possibile l’incidenza di Gubbio Civica con i suoi due esponenti più esperti di politica, Mattia Martinelli (presidente del Consiglio Comunale) e Robert Satiri (già in passato consigliere comunale), che da mesi incalzano il sindaco sulle cose da fare e come procedere, visto che Fiorucci viene accusato di fare sostanzialmente come gli pare senza consultare la sua maggioranza. Sono attesi sviluppi sull’intricata vicenda che di politico sembra avere davvero poco.




































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