La “buca” di via Da Vinci verso una svolta anche se aspettano sviluppi i creditori

La "buca" di via Leonardo da Vinci

Svolta in vista per il “cratere” in via Leonardo da Vinci, una delle strade più transitate con attorno case e attività nella periferia ovest sopraffatta in quel tratto dal degrado per la presenza di un cantiere dismesso ormai da anni. In quell’area perimetrata, che ha originato una grossa buca, fanno pessima mostra una gigantesca gru e delle paratie che la trasformano in una paludosa piscina a cielo aperto quando piove, con un pessimo impatto anche insalubre sull’intera zona. Ora si è aperta una prospettiva diversa, dopo tante segnalazioni e polemiche sollevate fin qui invano anche a livello politico.

La vecchia proprietà ha fatto un passo indietro: c’è stata la cessione a un imprenditore marchigiano che ha manifestazione l’intenzione di riprendere rapidamente il filo del discorso, mettendo innanzitutto in sicurezza quell’area per restituirgli intanto un minimo di decoro in attesa che prenda corpo un altro progetto. Il cantiere risulta in pratica sequestrato dall’impresa che in questi anni avrebbe dovuto farsi carico dell’intervento, con l’impegno dei precedenti proprietari di trovare delle soluzioni per rimediare al progressivo e sempre più imperante degrado.

Le pressioni sulla nuova proprietà dovrebbero dare dei risultati concreti in tempi brevi, prevedendo un primo intervento per tamponare la situazione e ricreare le condizioni minime di sistemazione alleggerendo visibilmente l’impatto negativo che da anni persiste in quel tratto della strada. Aspettano sviluppi anche e soprattutto i soggetti coinvolti nel cantiere, tra la proprietà del terreno, l’impresa e i fornitori: ci sarebbero pendenze in sospeso tra 2 e 2,5 milioni di euro.

Si sono mobilitanti anche gli abitanti della zona che hanno sollecitato un intervento per tamponare in qualche modo la situazione. La vecchia proprietà non si è mai posta la questione della fideiussione in garanzia depositata a suo tempo in Comune con la pratica completa, in quanto espressamente legata alle opere di urbanizzazione che sono state eseguite ancor prima di attivare il cantiere, realizzando la rotonda nei pressi della caserma dei carabinieri, i marciapiedi e la strada di collegamento dalla soprastante via Tifernate.

Le pressioni esercitate continuamente sull’amministrazione comunale non hanno sostanzialmente portato a nulla, al di là dei buoni propositi annunciati a più riprese dal sindaco Filippo Mario Stirati. Dal Comune non sono venuti neanche i chiarimenti sulle fideiussione che non poteva essere escussa in quanto le opere di urbanizzazione in zona sono state effettuate come previsto e in tempi rapidi.

Tutta la vicenda è stata gestita e sempre tenuta in mano dai privati che hanno cercato il modo di sanare le cose, in un’operazione economico-edilizia di portata significativa che prevedeva un complesso commerciale con attività professionali. Il progetto era ambizioso e considerato interessante in un luogo vitale dove in passato c’era un edificio che, a ridosso del supermercato Pam, ha ospitato per anni la sede del dipartimento di prevenzione della Usl. Il nuovo progetto però non si è mai concretizzato e sono cominciati i problemi per le ripercussioni del blocco dei lavori dopo che erano state gettate le fondamenta senza mai andare oltre.