Il lutto, il cordoglio e la rabbia per l’ennesimo tributo di sangue sul tratto a est della variante della strada statale numero 219 Pian d’Assino che, con il ventottenne Matteo Panfili, ha visto 21 morti in 20 anni con oltre 100 cento incidenti e 300 feriti più o meno gravi. Il ragazzo ieri sera (giovedì 16 ottobre), alla guida della sua Fiat Punto intorno alle 20.30 si è scontrato con una Bmw Serie 1 all’altezza dello svincolo Gubbio Est. L’impatto è violento, l’auto di Matteo è carambolata sull’aslfalto e per lui non c’è stato nulla da fare, rendendo vani i soccorsi dei vigili del fuoco e del 118. Ferito anche il conducente della Bmw, ricorso alle cure dei sanitari al pronto soccorso dell’ospedale di Branca, ma senza gravi conseguenze. Sono rimaste coinvolte nello scontro altre due auto, con a bordo un uomo di Sassoferrato e uno di Gualdo Tadino, senza conseguenze particolari (il gualdese è stato portato a Branca sotto shock).
Matteo Panfili è stato adagiato sulla barella con il personale del 118 che all’interno dell’ambulanza ha cercato di rianimarlo ma senza riuscirvi perché è morto pochi minuti dopo essere stato soccorso. Accorsi i familiari della vittima. Il magistrato di turno, Gemma Miliani, ha disposto il trasferimento della salma all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La situazione della Pian d’Assino a est è sempre più fuori controllo, nonostante i ripetuti summit a Gubbio e a Perugia, con le rassicurazioni del sindaco Vittorio Fiorucci dopo quelle del predecessore Filippo Mario Stirati. Sono in molti a ritenere che la politica e le istituzioni abbiano questi continui lutti sulla coscienza.
Vengono promesse continuamente delle soluzioni che non si adottano, come il controllo della velocità di cui si parla ormai da anni e mai concretizzato, per non dire della faraonica (secondo i più ridicola e ingannevole) promessa del raddoppio da due a quattro corsie di quel tratto di strada, spesso ingannevole perché fa pensare a manovre possibili in realtà impossibile perché pericolosissime.








































Fate qualcosa io la faccio tutti i giorni con due bimbe piccole e ne vedo di tutti i colori … in continuazione gente che sorpassa a 200 all’ora o che si fa tutta la variante in mezzo tra le due corsie…. Non è una strada è una pista da Formula uno per quegli stronzi e sono tanti che si credono gli Schumacher di turno
Per la gente che muore, un gran dispiacere, ma se “TUTTI” rispettassimo i limiti sarebbe meglio, non sono le macchine fotografiche che fanno cambiare i comportamenti. Il dispiacere più grande e’ per coloro che viaggiavano tranquilli ignari di cio’ che stava per succedere.