La prestigiosa ballerina eugubina Alessandra Tognoloni lascia le scene: gran finale con Cenerentola a Venezia

Alessandra Tognoloni

La ballerina eugubina Alessandra Tognoloni, étoile de Les Ballets de Monte Carlo nel Principato di Monaco, ha annunciato l’addio alle scene. Ha chiuso la sua carriera artistica con Cenerentola a La Fenice di Venezia. Agli attestati di stima e considerazione che le stanno arrivando si è unito anche il sindaco Vittorio Fiorucci in un post sui social a nome dell’Amministrazione Comunale.

Ha lasciato Gubbio giovanissima, fino a diventare prima ballerina a Monte Carlo nella celebre compagnia di balletto classico fondata nel 1985 da Carolina, principessa di Hannover, secondo il desiderio di sua madre, la principessa Grace di Monaco.

Un lungo percorso fatto di talento, sacrificio e impegno premiato con il ruolo di étoile in una tra le più prestigiose manifestazioni artistiche del Principato, dove la cultura del balletto è una tradizione che risale a Serge Diaghilev, il famoso impresario e fondatore dei balletti russi da cui hanno preso vita le carriere di celebri ballerini e coreografi, oltre che quella del compositore Igor Stravinskij.

“All’inizio volevo fare l’archeologa e tutto è nato dalla televisione – ha raccontato Alessandra Tognoloni in una delle tante interviste -, mi affascinavano i documentari sugli egiziani, le piramidi, quel mondo misterioso. Mi chiedevo come fosse possibile costruire opere così imponenti in un’epoca così lontana. Da lì l’idea di fare l’archeologa. La danza è arrivata dopo, senza che pensassi subito potesse diventare la mia professione. Avevo fatto tennis, provato il volley, ma la cosa che mi riusciva meglio era sicuramente ballare. Ho iniziato al Centro Studi Danza di Gubbio con Marina Tofi e Carola Teti: mi piaceva, ma non ne andavo matta. Poi sono arrivati i primi risultati e con quelli è scoppiata la passione vera. Quando vedo progressi, mi ci butto a corpo morto”.

Per lei il premio come miglior talento a Praga, coronamento di 12 intensi anni di studio: “Parlo di sacrifici, anche se per me non lo sono mai stati: allenarmi era una grande soddisfazione, lo facevo volentieri ogni giorno, per ore. Da Gubbio sono andata a Firenze, un anno al Balletto di Toscana, poi alla scuola di Liliana Bertelli. Successivamente l’Opera di Roma, un altro anno intenso. Sentivo però il bisogno di crescere ancora, così ho scelto Stoccarda: due anni in accademia, diploma e a 17 anni il primo contratto da professionista. In Germania sono rimasta altri 10 anni, ballando tutti gli stili con coreografi di livello mondiale. La Germania è un Paese straordinario per lavorare, ma freddo: si vive solo per quello. Mi mancavano il sole e il mare, e alla soglia dei trent’anni ho sentito che era tempo di qualcosa di diverso. Così è arrivato Monte Carlo”.

Ha incontrato Jean-Christophe Maillot, direttore e coreografo dal 1993 de Les Ballets de Monte Carlo, e l’approdo nel 2013 ha aperto un’altra pagina: “È stato un amore a prima vista, sul piano artistico e umano. Lui non ripropone balletti di altri, ma crea coreografie proprie. Ha creato anche un ruolo tutto per me in un continuo confronto, uno scambio di idee che ti arricchisce giorno dopo giorno. A Monte Carlo sto così bene che ci ho preso casa. È una compagnia unica perché viaggia tantissimo, molto di più di altre, e perché il direttore è un coreografo, quindi c’è anche uno scambio artistico e culturale”.

La vita privata: “Sono legata a Claudio De Sousa, ex calciatore di Lazio e Torino. Ci siamo conosciuti tramite amici in comune, poi ci siamo incontrati a Roma e anche a Numana durante uno spettacolo estivo nelle Marche. Stiamo insieme da sei anni. Mi manca la famiglia, sono partita giovanissima e torno quando posso, non molto, solo d’estate perché gli impegni sono tanti. Ma per il resto ormai mi sono abituata”.

Amicizia forte con Francesco Mariottini ballerino di danza classica diventato popolare soprattutto grazie al talent Amici: “Ci conosciamo da sempre, da quando fece un’audizione a Stoccarda. Ci sentiamo quasi ogni giorno, ci confrontiamo, ci sosteniamo a vicenda”.

Gli apprezzamenti fanno piacere: “Mi sento apprezzata, credo che chiunque conosca, apprezzi. Se non sono apprezzata è perché la persona non sa quanto sia difficile fare la ballerina o quanto un balletto possa emozionare. Le persone che non apprezzano il lavoro che faccio sono persone che purtroppo non lo conoscono. Bisogna fare in modo che l’arte sia più conosciuta, specialmente in Italia. Solo così sarà più apprezzata e potrà quindi scalare la piramide dei bisogni umani. L’istruzione ha un gran ruolo da giocare”.

Alessandra Tognoloni e Francesco Mariottini