Per qualcuno sta diventando una distrazione di massa e anche un problema la “sceneggiata” in piazza Grande messa in scena dalla sezione “Lenin” del Partito Comunista Italiana, con la “litania” naif e la bandiera rossa mescolata con quella dei palestina, del “regista” Fabio Sebastiani (aiuto regista Stella Barilari) che unisce la novella vocazione cinematografica a quella di segretario del partito e “rettore-preside” della fantomatica “scuola Radicchi”.
C’è chi nell’ultima domenica della serie (12 aprile) ha invocato apertamente, in piazza, l’intervento delle forze dell’ordine, anche per disturbo della quiete pubblica, e fino a chiedere se non sia prevista in questi casi la tassa sull’occupazione di suolo pubblico come per ogni spettacolo viaggiante che si ripete.
Monta il malumore pure per il pessimo impatto che questo ripetuto infinito “teatrino” (per taluni in verità ingannevole nella sostanza al di là delle convinzioni politiche poiché utilizzato solo per farsi un po’ di pubblicità gratuita) lascia sul centro storico, nel luogo simbolo dove certe situazioni dovrebbero essere centellinate pur nel rispetto della libertà di pensiero e di rappresentazione.
Tutto però dovrebbe essere regolamentato perché la piazza più importante di uno dei centri storici più belli e pregiati del mondo finisca nelle mani, in pianta stabile, di un politico consumato che mischia bandiere e “inventa” improbabili “scuole”, ottenendo perfino finanziamenti pubblici comunali che potrebbero essere utilizzati per cause molto più nobili che, per esempio, finanziare una sede che di un’associazione ma soprattutto di un partito con tanto di simbolo esposto in vetrina. Le segnalazioni, con ricca documentazione, ci sono. Il resto si vedrà.











































Tipico esempio di “canis bastonatus”