La sinistra, il potere, il controllo, gli interessi e i soldi: un classico in una formula collaudata che a Gubbio ha retto per 78 anni regalando soprattutto posizioni di rendita a singoli “carrieristi” del settore che hanno spesso trovato lavoro o lasciato un lavoro per andare a prendersi ricchi stipendi, benefici e vantaggi, fino ai vitalizi.
Ora la sinistra, dopo aver perso clamorosamente le elezioni Comunali nel 2024 per l’impronta pessima lasciata dalla coalizione dell’ex sindaco Filippo Mario Stirati, prova a riorganizzarsi e lo fa attorno a movimenti e partiti che cominciano a incontrarsi per pianificare la riscossa. L’obiettivo è rimettere mani e piedi su palazzo Pretorio nel 2029 se non prima, ritenendo Vittorio Fiorucci una meteora.
LeD (Liberi e Democratici), Città Futura e Sinistra Italiana hanno aperto un tavolo, dove stando a quanto viene rivelato, volano spesso le sedie tra sussurri e grida perché nella ricerca delle formule per tornare al potere riaffiora lo scontro tra i tarli ideologici e le aspettative di singoli e gruppetti.
Raccontano i bene informati che le riunioni sono lunghe, intense e soprattutto animate con litigi in ordine sparso su questioni idelogiche e pratiche, nella gara tra chi sta più a sinistra.
Dal tavolo sono esclusi, almeno per ora, il Pd, il Movimento 5 Stelle che ha scoperto l’ebbrezza del potere, poltrone e soldi, e i reduci del Psi politicamente “venduto” ai “carnefici” di Bettino Craxi pronto ad accordarsi sul carro in cambio di qualche strapuntino.
Dei LeD resta molto poco dopo l’uscita di scena di pezzi da novanta, come l’ex vicesindaco e candidata a sindaco Alessia Tasso passata al Pd e trattata a pesci in faccia dopo essere stata per dieci lunghi anni un punto fermo della Giunta Stirati e dopo un rapporto umano con l’ex sindaco che dopo la sconfitta (subdorando evidentemente la strada sbarrata per candidarsi e riuscire a entrare in Regione per chiudere in bellezza la personale parabola politica) l’ha impietosamente scaricata addossandole larghissima parte delle responsabilità della sconfitta elettorale. Nei LeD nessuno si è ancora accorto che se l’ingegnere Tasso una colpa vera ce l’ha è quella di aver seguito Stirati fino al burrone politico. Adesso il movimento è in mano agli ex assessori “stiratiani” giovani ma già consumatissimi Valerio Piergentini, coordinatore dell’allegra brigata, e Simona Minelli, consigliere comunale, che fin qui hanno brillato soprattutto per interventi intrisi di livore politico e ideologia a buon mercato.
Città Futura ruota ancora attorno a Leonardo Nafissi che, dopo aver consumato la sua “vendetta politica” nei confronti di Alessia Tasso che ha ritenuto responsabile dell’esclusione dalla corsa elettorale in Regione nel 2019, prova a tirare nuove file, non si capisce bene se nella consapevolezza di essere stato altrettanto determinante come i LeD e il carrozzone con Pd, 5 Stelle e socialisti per consegnare Gubbio nel 2024 alla destra. Ora Città Futura ha l’astro nascente Jacopo Cicci, il più votato dei consiglieri comunali e con un ottimo risultato di consensi alle elezioni regionali del 2025, che ha tutte le carte in regola per scalare il potere politico, anche se dovrà conciliare la possibile eventuale missione con le legittime aspettative ceraiole di cui ci sarà tempo e modo per approfondire.
Sinistra Italiana, infine, la cui sezione eugubina ha scelto nell’ottobre 2024 il giovane segretario Simone Pellegrini, è invece l’ultimo ammennicolo politico da prefisso telefonico che serve per rafforzare la verniciata di rosso della futura coalizione, magari come collante per far vedere che il campo largo è compatto. Questo “partitino” fa il paio col Pci del mitico sempreverde (o semprerosso vista la marcata coloritura politica) Fabio Sebastiani, diventato al contempo “dirigente scolastico” e “magnifico rettore” della “scuola Radicchi” finanziata con soldi pubblici del Comune nella stessa sede del partito, che potrebbe aggiungersi in futuro al gruppo.









































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