Puntualmente di domenica pomeriggio, pure il 22 marzo, si sono presentati secondo un rituale che fa incrociare la bandiera del Partito Comunista Italiano e quella palestinese.
Il teatro della sceneggiata è sempre piazza Grande, ancora una volta deserta e silente, quasi attonita di fronte al solito rito.
Stavolta sulla scalea del glorioso palazzo dei Consoli (quante deve vederne) non c’era il “leader maximo” dell’allegra brigata, Fabio Sebastiani, segretario del Pci di Gubbio e factotum della fantomatica “scuola Luigi Radicchi” che col Pci condivide sede e simbolo del partito sostenuti anche con fondi economici del Comune.
La Giunta Fiorucci fa finta di niente, pensando che in questo modo si è democratici e tolleranti, fregandosene della pessima immagine che questo “teatrino” lascia della città.
Mischiare i simboli dei partiti casarecci con altre cause, anche internazionali, è quanto di più squallido per una città ricca di storia e tradizione Gubbio che non si può rinchiudere nel solito recinto ideologico bottegaio.
Tutti i “peones” possono issarsi una bandiera comunista e palestinese sul terrazzo di casa, qualcuno per esempio ha piazzato quella della Palestina sui campanili delle chiese (poi le gerarchie ecclesistiche si stupiscono del fatto che le chiese sono sempre più vuote, le vocazioni un miraggio e l’8 per mille crolla), ma preservare i luoghi simbolo dell’acropoli è un dovere civico perché le sceneggiate teatrali si possono albergare altrove.
Ci si prepara a sentire il solito sermone dei “compagni” tolleranti soltanto con chi la pensa come loro e sempre pronti a bollare come “odio” ogni manifestazione schietta di dissenso aperto e senza tanti giri di parole da perbenismo di facciata. Per fortuna non tutti hanno l’anello al naso.







































le bandiere di uno stato genocidiato da Israele fanno parte dell impegno preso da un partito, per tramandare il ricordo e lo sdegno. altri partiti hanno altre idee e altre pratiche che noi rispettiamo. non credo che mezz ora alla settimana di nostra esposizione nuoccia alla città. tra l altro quello che noi facciamo è noto alla questura di Perugia che ogni lunedì riceve per e mail il programma della domenica successiva. spiace dover annoiare i suoi lettori, con concetti più volte espressi.
Signor segretario del Pci e referente della famigerata “scuola Luigi Radicchi” che condivide con il partito la sede e i simboli, ivi compresi evidentemente i fondi economici pubblici concessi dal Comune,
le manifestazioni di partito devono essere autorizzate dalla questura, come impone la legge, e dunque lei conferma ai lettori che trattasi di manifestazione di partito. Altrettanto legittimo porre l’accento sulla sceneggiata teatrale domenicale ripetitiva nel luogo simbolo dell’acropoli che nuoce – sia consentita la riflessione e l’opinione con ogni tolleranza che dovrebbe essere ancor più dovuta da chi ne fa un manifesto ideologico-elettorale – all’immagine della città. Il ricordo e lo sdegno, come li chiama Lei, si possono fare in tanti modi e non per questo utilizzare la piazza storica più importante della città, che non è un palco teatrale permanente, né uno scantinato con le botti o la sede di un partito, che peraltro nel suo caso coincide con un luogo la cui attività è finanziata con soldi pubblici del Comune.
Con osservanza.
Il Direttore Responsabile di VivoGubbio
tutte le manifestazioni debbono essere autorizzate dalla questura, anche quelle organizzate dalle parrocchie. cosa c entra che un partito fa la scuola gratuita? dove sta il reato? sta scherzando speriamo che ci imitino gli altri. la scuola risponde a esigenze reali. la politica non sempre riesce a riconoscerle. in questo caso, purtroppo per lei , i comunistacci ci sono riusciti. i fondi arrivano dal comune dal cinque per mille e da imprese importanti. i bilanci sono depositati.
Voi politici ci avete sfranto le gonadi, perché quelli di sinistra non se ne vanno in Russia e quelli di destra in Sudamerica? Lasciate in pace la gente che lavora cercando di portare avanti una famiglia, avete rotto i coglioni, dall’estrema sinistra all’estrema destra.
io mi chiamo fabio e non mi paga il PCI, quindi non sono un politico. ma la politica è la mia passione. il fatto che uno si interessi alle partite del Gubbio non lo rende automaticamente centravanti
Ormai le due pagine bianche sono state riempite dalle azioni del popolo israeliano con l aiuto del Presidente degli USA.
Nel 2026 la parola Guerra non dovrebbe più esistere neanche nei vocabolari.
Purtroppo nel mondo ci sono più guerre che granelli di sabbia.
Il primo commento letto contro una legittima protesta in solidarietà di un popolo massacrato da un GENOCIDIO è scandaloso. La denigrazione dell’evento è vergognoso, usa un linguaggio che ricorda quello becero del fascismo.
Il ricordo e lo sdegno si possono fare in tanti modi e non lo decide il direttore di un giornale il dove e il come.
Avrà da scrivere ancora per molte settimane, dobbiamo finire di leggere tutte le bambine e tutti i bambini uccisi da Israele, 10.500 sotto i 10 anno. L’aspettiamo in piazza domenica 29 alle 16. Saremo ancora lì.
Comunismo e fascismo sono due facce della stessa medaglia. Squallida la tolleranza tanto al chilo data solo a chi conviene darla perché viene o si ritiene arruolato è di basso livello, come il pietismo verso chi ha bisogno e viene illuso solo per carpirne l’adesione (e magari un giorno anche il voto). Squallidi i teatrini col marchio di un partito su questioni più grandi e serie delle pagliacciate.
squallido e pagliacciata sono aggettivi e nomi che potrei usare per chi scrive su questo vivo Gubbio. chi viene da noi a studiare di solito ha problemi da risolvere come documenti , lavoro casa. difficile che pensa alla politica, se non a quelle persone che trova collaborative rispetto ai suoi problemi.
La verità può far male, si sa. Le cose vanno chiamate con il proprio nome. La morale a buon mercato risulta facile e magari col tempo si scopre che chi la fa ne ha ben poca. A volte basta avere un po’ di pazienza. A Gubbio, per esempio, è talvolta giovato.
io mi chiamo fabio e non mi paga il PCI, quindi non sono un politico. ma la politica è la mia passione. il fatto che uno si interessi alle partite del Gubbio non lo rende automaticamente centravanti