L’associazione-scuola-partito di Fabio Sebastiani ad alta tensione tra accuse e satira. Il Comune chiamato a interrogarsi

La vignetta satirica postata sulla pagina Facebook Collettivo Terradura - Gubbio
La situazione sta prendendo una piega sempre più complicata e non c’entra la gogna mediatica, un’espressione spesso utilizzata dai politici che si sentono immuni e intoccabili addossando ad altri le proprie responsabilità. Su quanto ruota attorno a Fabio Sebastiani si susseguono attacchi anche abbastanza pesanti con la ricostruzione di vicende complesse dallo stesso contesto che presiede come segretario del circolo Lenin di Gubbio del Partito Comunista Italiano e “rettore-preside” della cosiddetta “scuola Radicchi” e nell’ambito dell’associazione 21 Gennaio.
Chi ha condiviso con lui certe esperienze ora rivela all’esterno talune vicende. Nella pagina Facebook Collettivo Terradura – Gubbio ci sono rivelazioni che potrebbero essere approfondite a vari livelli e che chiamano in causa anche il Comune visto che, prima con la Giunta Stirati e adesso con la Giunta Fiorucci, finanzia le attività dell'”associazione-scuola-partito”. Ci si chiede, legittimamente, se il Comune abbia controllato tutte le attività con la relativa destinazione d’uso dei locali in via Saff 2/C e come vengono utilizzati all’atto pratico.
L’ultimo post sui social, della serie, non fa nomi espliciti e riporta quanto segue: “L’ufficio di via Saffi prospera sulla disperazione. É la manifestazione fisica e materiale di quello che Marx definiva l’esercito industriale di riserva. La fila tra le 14 e le 17 serve a ricordare a chi è dentro che fuori c’è una massa di ricattabili pronti a sostituirli per un centesimo in meno. La precarietà non è un bug del sistema, ma una vero e proprio metodo di controllo per spezzare ogni velleità di solidarietà di classe o di sciopero. ​Il capitalismo di via Saffi opera una truffa geniale: socializza il rischio e privatizza il profitto. Vogliamo ricordare che questa aberrazione è il migliore modello di comunismo a Gubbio, in Umbria e in tutta Italia sostenuto da alcuni dirigenti traditori del Pci”.