Sono ripartiti, dopo la pausa natalizia, i lavori per la riqualificazione di piazza Quaranta Martiri con il finanziamento di cinque milioni del Pnrr che in piena campagna elettorale trova attuazione, con la prospettiva di un intervento che arriverà fino al 2025. Sono comparsi a ridosso dell’Epifania anche i primi divieti per la sosta delle auto tra le sonore e diffuse proteste per gli spazi condizionati a disposizione soprattutto degli autorizzati e le reazioni polemiche da parte dei residenti che lamentano anche di non essere stati né coinvolti né avvisati sull’andamento dell’intervento. Lo riferisce il Messaggero nell’edizione umbra di oggi, lunedì 9 gennaio.
I lavori in un progetto, che non è stato ancora presentato ufficialmente nel suo complesso, sono ripresi “nel pieno rispetto dei tempi concordati – spiega sui social Alessia Tasso, vicesindaco e assessore all’Urbanistica, candidata in pectore alla successione di Filippo Mario Stirati per la coalizione guidata dai LeD -, attualmente è interessato il tratto di strada tra largo di Porta Marmorea e la chiesa di San Francesco e riguardano gli allacci tecnologici principali. A seguire si procederà nell’area dei giardini piccoli. La carreggiata sarà interessata per una piccola parte, pertanto viene consentito il transito nei due sensi di marcia”.
Proprio la prospettiva dell’attività attorno ai giardini piccoli sta facendo infuriare in queste ore gli abitanti della zona che polemizzano con la Giunta Stirati alzando i toni: “Sono spuntati i segnali di divieto di sosta – viene denunciato – nell’area dei giardini piccoli, dall’8 gennaio a fine lavori, cioè a tempo indeterminato. Finora però nessuno dell’amministrazione comunale si è minimamente degnato di dire ai residenti, tra cui alcuni anziani, e a chi lavora in quell’area, vedi ristoranti, bar, pub, abbigliamento e un cantiere edile, dove si potrà sostare con le auto e i furgoni; come si farà a scaricare e caricare merci, rifornimenti e materiali ingombranti; come varierà la circolazione. Un’amministrazione non solo sorda alle esigenze dei cittadini, ma anche prepotente”.



































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