La politica mette le mani su tutto, anche sulla scuola sebbene chi decide gli assetti e l’organizzazione non abbia spesso alcuna competenza e risponda, anche nel caso in cui ce l’abbia, soprattutto al consenso in chiave elettorale con la sindrome delle “marchette” sempre più dilagante sulla pelle degli studenti. E i tecnici che devono emettere i pareri vanno dietro a questa e quella pressione politica, irrigidendosi dove la politica è debole e concedendo di tutto, anche nelle contraddizioni, se le pressioni aumentano.
Proliferano i doppioni degli indirizzi mentre cala la popolazione scolastico: un controsenso che si spiega soltanto con la strategie delle “marchette” per accontentare questo o quell’altro. Naturalmente la Regione Umbria, tornata in mano alla sinistra dopo la parentesi con la destra altrettanto scadente di Tesei, si è opposta e ha fatto ricorso al Tar contro il piano di ridimensionamento deciso dal ministro Valditara per lasciare ad altri il cerino dei tagli obbligati dai parametri. Curiosamente la sinistra che ora governa l’Umbria apre nuovi indirizzi dove vuole e non taglia dove non ci sono i numeri, lasciando che a farlo sia la destra. Uno scenario deprimente e deplorevole.
Il Consiglio Provinciale di Perugia ha approvato, all’unanimità da sinistra e destra, il Piano provinciale della rete scolastica e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2026-2027.
Ci sono doppioni, come due indirizzi del Classico ad Assisi, al di là delle sfumature (quello di nuova istituzione si chiama Classico Europeo), che politicamente conta al governo il presidente della Regione, Stefania Proietti, e l’ex dirigente scolastico oggi consigliere regionale Bianca Tagliaferri.
Ed è stato concesso pure l’indirizzo Scientifico Sportivo al liceo “Galileo Galilei” di Perugia, sebbene ve ne siano già altri 4: a Foligno e Narni i primi nati, poi Gubbio al polo liceale “Giuseppe Mazzatinti” e dall’anno scorso Umbertide che negli anni precedente si era sempre vista respinta la richiesta della nuova attivazione. La normativa prevede un liceo Scientifico Sportivo per ogni provincia e in Umbria arriva perfino il quinto in deroga. C’è il parere tecnico favorevole del dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Sergio Repetto, che sostiene il proliferare dell’indirizzo ma non concede le classi aggiuntive a chi le chiede, come Gubbio che ogni anno ha un numero alto di richieste ma non può fare più di una classe.
La motivazione addotta dal Consiglio Provinciale di Perugia per concedere l’indirizzo Scientifico Sportivo al “Galilei” di Perugia è la solita “supercazzola” politica: “È una richiesta concreta – si legge – a una domanda crescente del territorio e delle famiglie ed è una opportunità per coniugare impegno scolastico e attività agonistica, senza sacrificare la qualità dell’istruzione. In tal modo, la scuola diviene il luogo ideale per la coesistenza dell’eccellenza didattica e della valorizzazione del talento atletico”. Come se in ogni realtà non vi potessero essere le stesse esigenze.


































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