Fibrillazioni nella coalizione del sindaco Vittorio Fiorucci. Una crisi gestita a fatica, anche perché la composizione arlecchina di destra con pezzetti della sinistra rende tutto più complicato ed è una delle ragioni per cui fin qui s’è vista soltanto la strategia di portare avanti le cose avviate da Filippo Mario Stirati (peraltro discusse e discutibili) senza alcuna visione di cambiamento promessa in campagna elettorale.
La situazione è peggiorata per i rapporti interpersonali. Il movimento Gubbio Civica, che ha i due più esperti di tutta l’allegra brigata (Mattia Martinelli presidente del Consiglio Comunale e Robert Satiri capogruppo), si ritrova isolata con i due leader Martinelli e Satiri che vengono accusati di voler muovere i fili e di voler determinare le mosse. Questo provoca anche invidia e timore di un peso specifico eccessivo.
Di Gubbio Civica fa parte l’assessore al Bilancio Filippo Farneti che ormai dallo stesso movimento viene considerato un cane sciolta che si nuove soltanto cercando intese personali con il sindaco, vedi il piano per “spacchettare” e quindi stravolgere la società in house Gubbio Cultura e Multiservizi, a intero capitale comunale, ricordando l’affronto di aver proposto e fatto votare un presidente del Collegio dei Revisori dopo che la maggioranza aveva concordato su un altro nome.
I rapporti nella Giunta sono complessi. Non viene ben visto l’atteggiamento del potente assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici, Spartaco Capannelli, che nessuno dimentica ha avuto lo stesso ruolo nel 1997 per un quadriennio con la Giunta di sinistra guidata da Ubaldo Corazzi, che spesso e volentieri si mette a gridare in modo forsennato sia durante le riunioni con i colleghi che nei corridoi degli uffici comunali, non passando ovviamente inosservato tra sarcasmo e ilarità.
Si è parlato a lungo di dissapori tra il sindaco Fiorucci e il suo vice Francesco Gagliardi, così come tra Capannelli e lo stesso Gagliardi. Per ora c’è una tregua armata.
Infine, c’è la situazione dell’assessore Micaela Parlagreco, che nell’ultima seduta consiliare non ha retto ai rilievi sulla replica all’onorevole Rocco Girlanda per la faccenda di Miss Italia (altro buco nero della Giunta Fiorucci) lasciando l’aula in lacrime per prendersi la solidarietà del suo partito (Lega) e dopo della coalizione ma con lo strascico del cedimento personale che nell’opinione pubblica non ha fatto breccia. Parlagreco sicuramente si dà un gran da fare, mostrando un iper attivismo che non sempre piace e convince i suoi alleati, anche perché chi si mette in azione suscita critiche per il solo darsi da fare.













































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