LeD senza pudore: accuse alla Giunta Fiorucci, che pure è scarsa, dopo anni di disastri incalcolabili

Ogni tanto i LeD (Liberi e Democratici) si svegliano e fanno vedere che ancora ci sono, che esistono. L’asse di potere più clamoroso mai visto nella storia della città, capace di andare due volte contro il Pd per poi allearsi con il Pd nel 2024 consegnando Gubbio alla destra dopo 78 anni ininterrotti di governo comunista e dintorni, ora si mette a dare lezioni di amministrazione politica.

In una nota, i LeD partono da Ciccia Il Festival della Salsiccia, sul quale ironizzare viene facilissimo ma è comunque preferibile che lo facciano altri, per lanciarsi nelle solite rivendicazioni (evidentemente non hanno ancora metabolizzato la batosta elettorale del 2024) e attacchi sguaiati, come se fosse in condizioni decenti la città lasciata due anni fa, al punto che gli elettori hanno talmente bocciato la coalizione più ridicola di sempre, che si era imbarcata pure il Movimento 5 Stelle ormai famoso per saltare i fossi come nulla fosse, da mandare al ballottaggio due destre (quella di Vittorio Fiorucci che governa è una pseudo destra).

Ci vuole del fegato per uscire allo scoperto così. Con lo svuotamento del movimento, non è dato sapere se nei LeD siano rimasti l’ex sindaco Filippo Mario Stirati, l’ex assessore alle varie ed eventuali Simona Minelli e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Valerio Piergentili, che fa il coordinatore praticamente del nulla. Queste sortite estemporanee sono singolari. Leggerle fa capire perché i cittadini disertano sempre più le urne. La destra di Fiorucci è sicuramente scarsa, ma gli ultimi a poterlo dire sono proprio i LeD.

Ecco il testo dell’ultima nota:

In ottant’anni di governi di centrosinistra e sinistra, la nostra città ne ha viste tante, ma mai si era raschiato il fondo del barile fino a questo punto. Oggi, il vuoto cosmico di programmazione dell’amministrazione Fiorucci ci consegna un primato imbarazzante: l’elevazione della grigliata a unico, grande orizzonte strategico di Gubbio, ridotta a fare da sfondo per un barbecue di quartiere.

Sono passati poco più di due anni dall’insediamento di una Giunta che si regge su equilibri precari. Da mesi assistiamo al patetico tentativo di mascherare una profonda emorragia politica con rimpasti di facciata, come l’ingresso in Giunta dell’assessore Ceccarelli. Un assessore che si illude di portare la “rivoluzione” riscaldando la minestra dei “patti di collaborazione”, scordandosi – o fingendo di ignorare – che furono realizzati nel primo mandato Stirati, dando vita ad una vera innovazione politica, aprendo Gubbio alle politiche partecipate di rigenerazione urbana che la città ancora sostanzialmente non conosceva. Non c’è nulla di ponderato: è l’ennesima, avvilente genuflessione di un sindaco ormai ostaggio dei prepotenti di turno.

Al netto di queste manovre di palazzo, buone solo a salvare qualche poltrona, il risultato è un immobilismo culminato nel trionfo di una sagra paesana. Come ha giustamente denunciato Cantiere Sociale, l’amministrazione si comporta come un gruppo di animatori turistici da villaggio vacanze, avallando scempi come “Ciccia Salsiccia”: un flop colossale fatto di disorganizzazione e degustazioni miserevoli a prezzi esorbitanti. E chi ci guadagna? Non i ristoratori storici, che pagano le tasse tutto l’anno e si ritrovano i locali vuoti a causa di questa concorrenza sleale. A fare cassa sono organizzatori forestieri che sfruttano il nostro brand millenario e se ne vanno, lasciando agli eugubini solo i rifiuti e il danno d’immagine.

IL DISASTRO DI UNA CITTÀ LASCIATA A SÉ STESSA

E mentre il Comune gioca a fare la Pro Loco, la città vera sprofonda, come certificato dal drammatico allarme lanciato da CGIL, CISL e UIL:

Spopolamento ed economia al collasso: Gubbio è in pieno inverno demografico: la popolazione residente diminuisce e solo nell’ultimo anno abbiamo perso circa 86 giovani laureati e diplomati. I processi di invecchiamento e solitudine avanzano, con circa il 32% dei nuclei familiari ormai composto da un solo componente. A questo si aggiunge un mercato del lavoro debole, caratterizzato da lavoro povero e precario.

Crisi abitativa e gestione ragionieristica: Si sta accentuando una crisi abitativa che taglia fuori giovani coppie e anziani a causa del blocco del mercato privato. Invece di politiche di coesione, il Comune risponde con visioni puramente “bancarie”, aumenti delle mense scolastiche e una gestione opaca delle tariffe.

Sanità allo sbando e farsa della Casa di Comunità: Che fine farà la Casa di Comunità all’ex ospedale in Piazza 40 Martiri? Silenzio assoluto sui tempi di realizzazione e sui servizi da collocare. Nel frattempo, i cittadini subiscono l’umiliazione delle liste d’attesa e il rischio di depotenziamento di alcuni servizi del Presidio Ospedaliero di Branca.

Piazza 40 Martiri, il cantiere dell’assurdo: Al netto dei comunicati stampa sgangherati, regna il caos su un’opera pubblica nevralgica, finalmente riqualificata. Non hanno uno straccio di idea su come gestirla, al punto da non averla neppure inaugurata pur di non ammettere e riconoscere i nostri meriti! E il mercato settimanale? Non doveva essere “un gioco da ragazzi” riportarlo al suo posto? Ennesima promessa da marinai.

Zero confronto con la città e il nodo dell’ex Mattatoio: Si assiste a una totale assenza di dialogo e partecipazione con gli eugubini sui temi e i contenitori più rilevanti per il futuro del territorio. L’esempio lampante è la destinazione dell’ex Mattatoio: una questione cruciale su cui la Giunta decide nel chiuso delle proprie stanze, rifiutando qualsiasi confronto pubblico.

Dilettanti allo sbaraglio: Le sfide sociali vengono affrontate con una struttura politica inadeguata, dove la politica abdica al proprio ruolo delegando la dirigenza al Segretario comunale. Fiorucci è al timone di una macchina comunale disorientata: l’assessore al personale è un desaparecido, e la Giunta accumula mesi di ritardo sull’approvazione del PIAO, lo strumento base per darsi degli obiettivi.

IL TEMPO DEGLI ALIBI È SCADUTO

La smettano di piagnucolare puntando il dito sui buchi inesistenti del passato per giustificare la loro inettitudine e paralisi. Se davvero ci sono queste voragini fantomatiche lasciate da chi governava prima, è ora che tirino fuori le carte e forniscano i documenti ufficiali per dimostrarlo!

Altrimenti, abbiano la decenza di tacere. Gli eugubini meritano risposte e competenza, non chiacchiere vuote per coprire un fallimento ormai evidente.