L’evento del rugby ha acceso Gubbio. Andrea Frondizi: “Dalla Federazione i complimenti, ci saranno altre iniziative”. Matteo Corazzi; “Oltre le aspettative”

Sono risuonate le note di “Ma il cielo è sempre più blu”, che accompagnano gli eventi del rugby, in un clima di festa sabato sera tra la vittoria dell’Italia Under 20 per 55-27 contro la Spagna nel test internazionale in vista del Mondiale giovanile in Georgia che scatterà il 27 giugno e l’entusiasmo degli oltre duemila sugli spalti del “Barbetti”, si è capito fino in fondo quanto Gubbio avesse scritto una nuova pagina importante della sua storia sportiva.

Una grande occasione per vivere lo sport ad alti livelli e farsi piacevolmente coinvolgere. “Ho portato i saluti del presidente Luciano Buonfiglio che ha seguito la gara in diretta dal sito della federazione e si è espresso con soddisfazione”, ha raccontato il generale Domenico Ignozza, membro della giunta nazionale del Coni dopo l’esperienza di guida autorevole e sicura del Coni umbro.

Gubbio promossa a pieni voti, con una sinergia che ha permesso di far esprimere al meglio le potenzialità della città. “Dalla Federazione italiana rugby ci sono venuti i graditi complimenti – spiega Andrea Frondizi, presidente del Rugby Gubbio che ha gestito l’evento -, e i consiglieri federali presenti si sono detti pronti e disponibili a organizzare altre iniziative. La Nazionale maggiore ha standard diversi per le partite, già per il fatto che è richiesto uno stadio da almeno diecimila posti, ma averla a Gubbio in ritiro è fattibile”.

Il bilancio è positivo per l’impatto al “Barbetti” e gli eventi collaterali, come la presenza del campione Tommaso Boni e il villaggio che ha animato la manifestazione. “Siamo molto contenti – osserva Frondizi – anche perché c’è stata condivisione nella comunità con un bel rilancio dell’immagine della città. Abbiamo visto soddisfatti anche gli staff e i giocatori delle due nazionali giovanili. Non pensavamo a un risultato del genere, evidentemente la curiosità e la comunicazione hanno funzionato. Gli eventi collaterali hanno aiutato, sentivamo che c’erano le aspettative e le richieste di biglietti”.

La cosa più bella che resta? “I bambini che hanno sfilato e il coinvolgimento di tutti i tesserati. Dobbiamo tanto a Matteo Corazzi, il project manager di questa sfida. Ha fatto un master alla Bocconi e nella tesi ha voluto l’organizzazione di un evento, per questo un paio d’anni fa è venuta l’idea di fare qualcosa d’importante a Gubbio. Lui è l’ideatore e il motore di tutto questo. Il nostro ringraziamento va all’Amministrazione Comunale e al Gubbio calcio con il presidente Sauro Notari e le componenti che ci hanno dato totale disponibilità”.

Chissà se ci saranno benefici anche per la pratica della disciplina: “Non so quanto potrà incidere, però la ricaduta è per il Rugby Gubbio è una certezza della città, come lo sono altre realtà sportive. Siamo nati nel 1984 e oggi il rugby è sempre più conosciuto. Di strada ne abbiamo fatta”.

Matteo Corazzi, nei quadri del Coni e ha un ruolo attivo nella federazione, ha diretto le operazioni: “Siamo andati di gran lunga sopra le nostre aspettative, per quanto abbiamo visto e percepito, soprattutto per l’atmosfera. L’obiettivo era ambizioso ed è stato raggiunto. Ho provato gli stessi brividi di quando sono entrato nel villaggio olimpico e ho esordito in Nazionale. Ho visto la gente partecipe, i bambini contenti: la mission era creare coinvolgimento e pensare i bambini immaginarsi campioni del futuro. Gubbio si conferma un grande posto dove organizzare eventi. Faremo una profonda analisi, c’è da tracciare una linea e alzare l’asticella come lo sport insegna”.