L’ex sindaco Orfeo Goracci esalta l’ex assessore Lucia Rughi e collega le dimissioni alla Giornata della Donna

Orfeo Goracci

Anche l’ex sindaco Orfeo Goracci, consigliere comunale di minoranza nel passato mandato politico-amministrativo, è intervenuto sulle dimissioni di Lucia Rughi, sottolineando nel finale del suo intervento come siano state date alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale della Donna che Goracci è solito celebrare sui propri social.

“Le dimissioni dell’assessore Rughi, spero che possa ripensarci, ma la nota del sindaco Fiorucci non lascia spazio a questa possibilità, rappresentano – ha detto sui social a Giancarlo Piergianco Piergentili – un fatto pesante sul piano politico e amministrativo. Dimettersi è sempre una scelta forte che merita rispetto, certamente se e quando ci sono motivazioni personali. Vista la nota del primo cittadino, dove parla di valutazioni diverse sull’azione di governo, è chiaro che non sono, o non sono soltanto, ragioni personali. Ho più volte riconosciuto in passato la sintonia e l’apprezzamento che questo nuovo governo cittadino ha avuto con la cittadinanza non solo i primi mesi, ma per oltre un anno. Allo stesso modo e con franchezza ho più volte detto, scritto, ne ho parlato con lo stesso Fiorucci, che la “luna di miele” era finita. Simbolicamente datavo questo forte incrinatura con la vicenda della cucina degli Arconi. Poi sono arrivati grossi insuccessi amministrativi, vedi la riorganizzazione scolastica, sul piano politico c’è stato il regalo della befana con la spaccatura di Gubbio Civica e la nascita di Progetto Gubbio, ieri le dimissioni di Lucia Rughi. Un bel pieno di negatività sul piano politico. L’auspicio è quello che non sia la città ad essere penalizzata da azioni e scelte delle quali è difficile, se non impossibile, capire il senso e il perché. Mi dispiace che l’Assessora si sia dimessa. Per come l’ho conosciuta nel suo lavoro in amministrazione non posso che darne un giudizio positivo. Seria, umile, sempre pronta ad approfondire e studiare, disponibile, mai banale, non malata di presenzialismo, anzi a volte scavalcata magari sulle sue deleghe. Per svolgere al meglio questo ruolo ha deciso di farlo a tempo pieno. Quando si perde l’impegno e l’apporto di persone come questa significa che qualcosa non funziona e tutti dovremmo interrogarci. Per di più ciò avviene alla vigilia dell’8 marzo”.