L’ex sindaco Orfeo Goracci esterna sibillino sugli ascensori gestiti da Gubbio Cultura e Multiservizi dimenticando i trascorsi burrascosi

Orfeo Goracci (foto da Facebook)
La vicenda degli ascensori pubblici gestiti dalla società in house Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, di proprietà del Comune unico socio, con il verbale dell’Ispettorato del lavoro di Perugia che prospetta sanzioni e indica l’obbligo di assunzione di dipendenti (attualmente in servizio con partita Iva e dal 2018), con le determinazioni inviate all’Inps, suscita la reazione dell’ex sindaco Orfeo Goracci.
Goracci, che nel 2006 ha attivato questa società, inizialmente per la gestione del museo del palazzo dei Consoli tra le furibonde polemiche politiche perché ritenuto strumento voluto per “aggirare” l’allora patto di stabilità con assunzioni senza concorso pubblico per titoli ed esami, ha esternato sui social: “Su questo argomento quante ne ho sentite e ne ho lette. Dopo la relazione fatta dal sindaco in Consiglio Comunale qualcuno dovrà dare delle spiegazioni. Io le vicende le conosco e so con certezza come sono andate fino al 2010. Intanto, mi limito a dire quanta disonestà politica e intellettuale, ma la cosa non mi sorprende. Come sempre basta saper attendere”.
L’ex sindaco non va oltre, non entrando nello specifico, ma lanciando evidentemente un messaggio (subliminale?) ai fedelissimi. A Goracci vanno ricordate le polemiche politiche e i resoconti di stampa puntuali a firma di Massimo Boccucci che Goracci ha contestato al punto da querelare in sede penale e civile con il pronunciamento negativo dei giudici nei suoi confronti e in sede civile anche l’obbligo di dover corrispondere le spese. Per questo desta particolare curiosità a cosa si riferisca con precisione l’esternazione e la vaga “disonestà politica e intellettuale” a cui si riferisce. Goracci si è sempre rifiutato di rispondere alle domande del giornalista Boccucci su questa vicenda, come su altre anche riferite alla sua vicenda processuale che, come noto, si è conclusa con il ricorso alla prescrizione per i reati più gravi contestati dalla Procura della Repubblica di Perugia, per i quali si è sempre dichiarato innocente senza però farsi giudicare nel merito con la sentenza di primo grado ed eventuali gradi successivi.