Liberi e Democratici sciacalli politici sui morti a Gaza per contestare la bocciatura dell’ordine del giorno ideologico sulla Palestina

La bandiera palestinese sulla loggetta del palazzo dei Consoli (22 luglio 2022)
I Liberi e Democratici (LeD) hanno reagito alla bocciatura, ieri (martedì 22 luglio) in Consiglio Comunale, dell’ordine del giorno tutto ideologico e peraltro inutile in cui Simona Minelli, ex assessore alle varie ed eventuali della Giunta Stirati, chiedeva al Consiglio Comunale di riconoscere lo Stato della Palestina con tutta una serie di attacchi strumentali al governo di Israele. Hanno votato a favore Simona Minelli, Erika Fiorucci e i fratelli Jacopo e Federica Cicci. Il resto dell’aula si è astenuta. La destra ha tentato di emendare l’ordine del giorno della Minelli, che però si è opposta ritenendo le proposte di modifica stravolgenti, e poi non ha votato contro ma si è astenuta (insieme a parte delle minoranze) come tecnicismo per non approvare il documento, senza neanche il coraggio di metterci la faccia con una decisione netta e inequivocabile.
Non una parola sulla bandiera palestinese esposta arbitrariamente nella loggetta del palazzo dei Consoli, che è un palazzo pubblico e non un luogo per manifestazioni non autorizzate, con in prima linea Fabio Sebastiani, segretario e pluricandidato del Partito Comunista di Gubbio e titolare di una “fantomatica” scuola (politica) nella stessa sede del partito.
In una nota sui social, i LeD incappano però in una cosa curiosa: parlano come movimento e usano il plurale salvo poi a un certo punto veder compare uno strano “io credo”. Chi è l’ideologo autore della nota che è firmata dal movimento ma tradisce una evidente personalizzazione?
I LeD vanno oltre, facendo riferimento all’astensione “davanti a oltre 80.000 morti stimati”. Si uò definire uno sciacallaggio politico mettendo in correlazione scelte politiche e sullo scacchiere internazionali sulle conseguenze di una guerra aperta da un attentato di Hamas al quale i LeD si guardano bene dal fare riferimento.
“In Consiglio Comunale – scrive l’autore ignoto che passa dal noi all’io con estrema facilità – abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere il riconoscimento dello Stato di Palestina, il cessate il fuoco a Gaza, la protezione dei civili e l’impegno dell’Italia a sostenere una pace giusta e duratura. Un atto chiaro, in linea con le risoluzioni Onu, con le recenti decisioni di molti Paesi europei e con quanto già deliberato da decine di Comuni italiani. La maggioranza si è astenuta. Prima hanno tentato di stravolgere il testo con emendamenti che ne svuotavano completamente il significato. Poi hanno motivato la loro astensione con argomentazioni indecenti, che riducono una tragedia umanitaria a un calcolo di opportunità politica. Io credo che, di fronte a oltre 80.000 morti stimati, il 56 per cento circa donne, bambini e anziani, non si possa restare in silenzio. Non si può parlare di super partes mentre si chiudono gli occhi su crimini di guerra.
Non si può difendere l’inerzia come fosse prudenza. Chi si astiene davanti a questo massacro non è neutrale. È complice. Il Consiglio comunale di Gubbio ha perso un’occasione. Ma la battaglia per la pace e per i diritti non si ferma. Continueremo a chiederlo a gran voce: Riconoscere la Palestina è un atto di giustizia, non un gesto ideologico”.