Lumsa, che fine hanno fatto i corsi e la sede: interpellanza di Diego Guerrini e Luigi Girlanda

L'ex Seminario a San Martino

I corsi della Lumsa con i lavori per la sede nell’ex Seminario a San Martino con gli investimenti economici sono un mistero. L’allarme lanciato da vivogubbio.com il 10 giugno è stato raccolto dai consiglieri comunali Diego Guerrini e Luigi Girlanda che hanno protocollato in Comune un’interpellanza a risposta scritta. Ripercorrono la storia di Lumsa che nel 2010 manifestò la volontà all’Amministrazione Comunale di creare
in città un polo universitario di alta formazione.

L’immobile dell’ex Seminario, proprietà del Comune di Gubbio, fu da subito lo spazio ritenuto idoneo, con la previsione di circa 700 studenti in media all’anno, provenienti non solo dall’Italia, che avrebbero soggiornato a Gubbio per master post laurea, usufruendo di  irca 35 posti letto che potevano essere ricavati. Le trattative, per definire i termini di accordo per la sede Lumsa, con le varie amministrazioni comunali sono giunte alla rottura nel settembre 2012, quando il Cda di Lumsa non accettò la proposta di acquisto dell’immobile dell’ex Seminario per 6 milioni di euro, in un momento in cui l’ateneo aveva già deliberato un investimento importante a Palermo.

La ripresa del dialogo – evidenziano Diego Guerrini e Luigi Girlanda – con le successive amministrazioni portò alla stipula di una convenzione, sostenuta dalla Diocesi di Gubbio, che sembrava aver trovato la quadra del cerchio tra esigenze diverse: quelle di Lumsa di non dover investire somme ingenti nell’adeguamento dei locali, quelle della città di veder valorizzato l’immobile dando vita a un polo universitario e quelle della Diocesi di far tornare a Gubbio il presidio cattolico fondato dalla Tincani. Nel novembre 2015 è stato siglato un protocollo d’intesa, dove il Comune si impegnava a concedere alla Diocesi l’immobile di sua proprietà dell’ex Seminario e la Diocesi di Gubbio a eseguire, a propria cura e spese, tutti i lavori necessari a rendere fruibili i propri locali e quelli ottenuti in concessione dal Comune, in modo da poter essere destinati alle attività svolte dalla Lumsa. Il Comune di Gubbio autorizzava la Diocesi, sin da allora, a redigere un apposito
progetto per il completamento dei lavori dell’edificio ex Seminario, al fine di richiedere eventuali finanziamenti pubblici e, oppure, privati e dall’altro lato Lumsa s’impegnava ad attivare, in modo continuativo e sistematico nel tempo, corsi di alta formazione, master, summer and winter school, convegni e festival culturali. Il piano, presentato dalla Diocesi di Gubbio, prevedeva una spesa complessiva di 850mila euro, per il completamento degli spazi da destinare a Lumsa. Gli interventi sono stati possibili grazie all’importante, fondamentale finanziamento, erogato in favore della Diocesi, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che avrebbe, come finalità specifica, la realizzazione dei lavori. L’attuale sindaco Vittorio Fiorucci, a più riprese, in sede di comunicazioni consiliari, ha più volte informato il Consiglio Comunale di un dialogo costante con Lumsa.

Per questo i due consiglieri chiedono di conoscere a fronte di un immobile pubblico e di proprietà del Comune di Gubbio, se i previsti lavori di adeguamento per la realizzazione del polo universitario, sono stati effettivamente realizzati, al fine di consentire a Lumsa di attivare quanto stabilito dagli accordi siglati; se Lumsa ha dato corso agli accordi stipulati; come intende agire l’Amministrazione Comunale relativamente al finanziamento erogato con specifiche finalità, considerando la proprietà comunale dell’immobile; conoscere, quanti, ad oggi, a fronte di un immobile destinato a tale importante attività formativa, siano stati i corsi di alta formazione, master, summer and winter school, convegni e festival culturali, organizzati nello stesso immobile; sapere se l’attuale Amministrazione Comunale voglia proseguire e con quali intendimenti, sull’iter tracciato dal protocollo d’intesa”.