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Maltrattamenti in famiglia, evade dai domiciliari e dà in escandescenze fino a spogliarsi davanti ai carabinieri. Arrestato straniero

Era agli arresti domiciliari ma l’evasione e la minaccia a pubblico ufficiale, dando in escandescenze fino a spogliarsi proferendo oscenità di fronte un maresciallo donna dei carabinieri minacciandola di violenza sessuale, ha indotto il gip del tribunale di Perugia, Natalia Giubilei, a disporre l’arresto e il trasferimento al carcere di Capanne. Lo riferisce il Messaggero nell’edizione umbra di oggi, giovedì 3 novembre.

È la storia di uno straniero cinquantenne residente nella periferia eugubina che deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, violenza privata e lesioni aggravate continuate nei confronti della moglie, una donna eugubina. La vicenda parte da lontano, visto che l’uomo era già stato condannato nel 2018 in via definitiva per atti persecutori nei confronti della stessa moglie, difesa dall’avvocato Sara Pasquino del Foro di Perugia, sottoposta a costanti vessazioni domestiche ed esterne, anche davanti alla figlia oggi maggiorenne.

Nonostante questo, la situazione non si è normalizzata perché lui ha continuato a perseguitare la moglie in varie forme, con attività di stalking e atteggiamenti aggressivi destabilizzanti, fino all’episodio più eclatante quando l’ha aggredita fisicamente in pieno centro cittadino alla presenza di molte altre persone e con l’intervento delle forze dell’ordine. Quell’accaduto è diventato il culmine di una situazione diventata insostenibile, che ha rischiato di mettere a repentaglio la vita della moglie. Per l’uomo gli arresti domiciliari, da metà ottobre in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, sembravano la misura per tenerlo sotto controllo, ma nei giorni scorsi la polizia giudiziaria ha segnalato e comunicato l’evasione con una serie di pesanti situazioni correlate. L’indagato, assistito dall’avvocato eugubino Giovanni Vispi, è stato trovato per strada e alla vista dei carabinieri ha perso la testa, secondo la ricostruzione dei militari. Mentre veniva portato in ospedale a Branca per l’intervento dei sanitari del 118, alla presenza di personale femminile proferiva oscenità tentando atti di autoerotismo. Gli è stato trovato un tasso alcolemico superiore alla norma, e ha dichiarato di uscite tutti i giorni, anche di notte, oltre che di voler continuare a farlo per comprare alcol e sigarette.

I carabinieri avevano provveduto ad avvertire gli assistenti sociali, oltre a disporre la pulizia dell’appartamento abitato e trovato in pessime condizioni igieniche. Era stata anche riattivata la luce e gli era stato fornito del cibo, ma l’uomo ha detto chiaramente di non essere intenzionato a rispettare gli obblighi imposti dalla misura restrittiva degli arresti domiciliari. Non si pone al momento il problema della capacità di intendere e di volere, ma una volontaria assunzione di sostanze alcoliche.

I militari hanno ravvisato che il soggetto non è in grado di controllare i propri impulsi e comportamenti, e potrebbe pertanto costituire un pericolo per la moglie o per altre donne. Per questo la misura restrittiva a casa non è stata più ritenuta idonea a garantire le esigenze cautelari, così la dottoressa Giubilei ha disposto la custodia in carcere.