Nuove polemiche sulla finale di Miss Italia a Gubbio in piazza Quaranta Martiri domani sera (domenica 31 agosto, ore 21). L’assessore allo Sviluppo economico, Micaela Parlagreco, la quale, insieme al vicesindaco Francesco Gagliardi e a Paolo Costantini per Miss Italia, ha replicato alle critiche. Parlagreco vede nella sfilata delle miss “con il lavoro che stiamo facendo in tema di rilancio del settore tessile e manifatturiero eugubino. Grazie all’incoming di marchi come Cucinelli e Prada, affiancati a realtà storiche come Alta Manifattura Saldi e Ti Style iT di Tiziana Cruciani, abbiamo infatti costruito un progetto di promozione che ha già dato frutti concreti, attraverso un percorso che ha coinvolto anche la formazione. Dopo il successo del Pmi day, attraverso il quale abbiamo portato gli studenti all’interno delle aziende di settore, con il dirigente dell’istituto Cassata Gattapone abbiamo convertito l’indirizzo serale turistico in corso moda, registrando un incremento sensibile di iscrizioni”.
Piazza Quaranta Martiri è un cantiere, sia per i lavori in corso che per la segnaletica temporanea peraltro dal pessimo impatto. L’assessore Parlagreco ha voluto dividere la piazza in due parti: “La parte di piazza interessata è tornata di proprietà del Comune ed è stata nostra premura assicurare che tutto avvenga in piena sicurezza, avendo comunicato agli organi competenti il piano e avendo reperito due ambulanze con medico a bordo”.
Ha risposto anche alle critiche sull’evento, che a Gubbio non è nazionale ma locale e non ha copertura mediatica essendo ormai in decadenza, soffermandosi su aspetti politici e culturali: “Si è detto che Miss Italia a Gubbio oggettifica le donne, ma è vero il contrario: la vera oggettificazione è negare alle donne la libertà di scegliere. Partecipare a un concorso è un atto libero e consapevole, che merita rispetto. Si è parlato poi di “improvvisazione” amministrativa. Anche qui, è bene far chiarezza: il Comune non ha fatto altro che agire con trasparenza, aprendo un bando pubblico e coinvolgendo sponsor privati. Questa non è improvvisazione, ma pragmatismo. È così che si intercettano opportunità e si trasformano in ricadute concrete per il territorio. Parlare di improvvisazione significa non capire come si lavora oggi per la promozione di una città. Infine, si è criticata la scelta culturale. Come se ospitare Miss Italia significasse tradire l’identità di Gubbio. Niente di più falso. La nostra città resta orgogliosamente legata alla sua storia millenaria, ai suoi festival, alle sue tradizioni. Ma una città che vuole crescere deve saper aggiungere, non sottrarre. Tradizione e modernità non si escludono: convivono. C’è chi immagina una città chiusa nel passato e chi lavora per una Gubbio aperta, moderna e coraggiosa. Perché custodire la bellezza significa custodire il futuro”.







































complimenti per quello che state realizzando