No Man’s Land, band alternative rock umbra, ha realizzato il nuovo singolo Lodestar (Stella polare), disponibile su tutte le principali piattaforme streaming. È formata da Gioia D’Ostilio (voce e chitarra), Matteo Bellucci (basso elettrico) e Filippo Angeli (batteria).
Il brano è stato registrato presso Urban Records a Perugia nella collaborazione con il produttore Diego Radicati.
“Tutti abbiamo iniziato a suonare da piccoli – racconta la band -, tra scuole di musica e percorsi autodidatti, diventando nel tempo polistrumentisti. Le nostre esperienze s’intrecciano e danno vita a un’identità sonora precisa e riconoscibile”.
Il gruppo si è costituito nel 2021 tra Gubbio, Gualdo Tadino, Perugia e Fossato di Vico in un periodo in cui gli spazi per stare insieme e creare erano sempre più rari. La musica è diventata il loro modo per ritrovarsi, condividere emozioni e costruire qualcosa di autentico.
“Raccontiamo senza filtri – dicono – la nostra generazione: contraddizioni, rabbia, alienazione e una ricerca continua di autenticità. Tra sonorità potenti, influenze cyberpunk e momenti più vulnerabili, trasformiamo lo smarrimento e il vuoto in qualcosa di intenso e coinvolgente. Parliamo di un futuro incerto, del rifiuto dei percorsi già scritti, dei conflitti interiori e familiari, della difficoltà di trovare il proprio posto e del bisogno di qualcosa di reale oltre le apparenze. Sul palco tutto questo si traduce in energia pura. I nostri brani nascono spesso in modo spontaneo: un riff, un giro di chitarra o un ritmo diventano il punto di partenza da cui costruiamo insieme, in modo diretto e naturale. Ogni pezzo è frutto di un lavoro collettivo”.
Per la band la musica è prima di tutto espressione diretta e sincera. In un contesto in cui l’artista viene spesso ridotto a immagine o prodotto: “Abbiamo scelto di mettere al centro ciò che conta davvero: persone, strumenti, idee e condivisione. Non inseguiamo le mode, vogliamo costruire un percorso autentico e coerente nel tempo, capace di comunicare a livello emotivo, generazionale e visivo. Vogliamo creare un legame reale con chi ci ascolta, concerto dopo concerto. Questo percorso ci ha permesso di affinare il nostro suono e di diventare più consapevoli nella scrittura, negli arrangiamenti e nella costruzione dei brani”.







































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