Sui social oppure con le bandiere in piazza e sui monumenti pubblici si scopre che per il tandem Orfeo Goracci e il fido delfino Fabio Sebastiani (talvolta litigano ma fa parte del gioco) esiste solo la guerra in Medio Oriente.
I due esponenti comunisti, l’uno ex sindaco e l’altro attuale segretario del Pci di Gubbio che ha sede nella “fantomatica” scuola di partito, vanno quotidianamente all’attacco di Israele, fiancheggiando Hamas da cui non prendono pubblicamente mai le distanze nel sostenere la causa palestinese che è in mano a un gruppo terroristico, mentre tacciono sull’altro grande conflitto in Ucraina che da tre anni condiziona la scena internazionale.
Su quella guerra in corso dal febbraio 2022 non spendono una parola né esprimono posizione. Viene il sospetto che siano talmente legati politicamente alla “loro” madre Russia e a Putin da non prenderne ufficialmente le distanze, così come da Zelensky, come se i morti (compresi i bambini) ci siano in una sola guerra e non in tutte le guerre di cui è disseminato il mondo, inclusa l’Ucraina.
La strumentalizzazione politica è fin troppo evidente in chi è “tarato” sul piano ideologico-politico nel constatare le prese di posizione unilaterali soltanto su ciò che fa comodo con il buonismo e il sentimentalismo a buon mercato che in realtà cela contraddizioni gigantesche. Non a tutti sfugge questa analisi.
Storicamente – si sa – per i comunisti i morti in guerra, bambini e adulti, non sono mai tutti uguali.

































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