Orfeo Goracci ha radunato i “compagni”: si è presentato Fabio Sebastiani non invitato né gradito

Orfeo Goracci

Si erano tanto politicamente amati. Amici per la pelle, per tanti erano politicamente “sodali”. Orfeo Goracci in fondo qualcosa aveva lasciato per strada al suo “pupillo” Fabio Sebastiani. Due orgogliosamente comunisti, a modo loro. Ora chi li conosce bene entrambi, racconta che quell’idillio politico non c’è più.

Sebastiani era intervenuto per commentare l’uscita di scena dal processo Trust di Goracci, facendo un po’ di confusione tra prescrizione e assoluzione, ed è sembrato un modo per far trasparire un legame ancora buono tra i due.

Invece, non sarebbe così. Nella serata alla Pro Loco di Ponte d’Assi, dove Goracci ha chiamato a raccolta i “compani” tra canti, editti politici e l’immancabile graticola con ogni ben di Dio, a conferma che la politica è bella soprattutto quando si mangia, si è presentato a sorpresa il segretario del Circolo Lenin del Partito Cominista Italiano, oltre che preside-rettore della cosiddetta “scuola Radicchi” e dell’associazione 21 Gennaio.

Chi c’era racconta che nessuno se l’aspettava, non era stato invitato e neppure sarebbe stato gradito, e che nell’idea progettuale di una lista civica da mettere in piedi a tempo debito non ci sarebbe posto per Sebastiani, che peraltro in questo momento è alle prese con le furibonde polemiche sulla situazione nei locali di via Saffi 2/C e sui finanziamenti pubblici che la Giunta Stirati prima e la Giunta Fiorucci stanno elargendo ormai da anni, finanziando direttamente l’associazione con la cosiddetta “scuola” e anche la sede del Pci.

Le prospettive politiche di Sebastiani sembrano, quindi, lontane da quelle di Goracci. Salvo riappacificazioni che in politica, si sa, sono sempre possibili, se non per “amore” per altri interessi.