Padule da sogno: batte 2-1 il Castello, avvicina l’Eccellenza e “risponde” a chi lo dava per spacciato

Il rigore del vantaggio di Kabraoui

Il caro vecchio Trap l’aveva detto in tempi non sospetti: “Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Perché poi le figuracce sono sempre dietro l’angolo, vedi quella che ha avuto per protagonista il “salotto” (salotto?) televisivo di una trasmissione dedicata al mondo dei dilettanti umbri, che nel presentare la sfida play-off tra Padule e Città di Castello aveva pronosticato una netta vittoria dei tifernati. E in studio avevano pure argomentato la cosa: “Non è tanto per il valore delle due squadre, è che a Gubbio c’è la corsa dei Ceri e a Padule sta partita non ci voleva…”, ha analizzato l’esperto Fabio Scarabattoli, ex dirigente di Perugia e San Sisto, aggiungendo poi che per lui sarebbe potuta tranquillamente finire 0-5 (l’altro “opinionista”, Giacomo Bevilacqua, s’era lanciato in un più tranquillo 1-2). Risata generale in studio e volti compiaciuti, ma la boutade s’è ritorta loro contro. E chissà se in studio avessero almeno considerato la pioggia caduta su Gubbio il 15 maggio, che magari avrebbe appesantito ulteriormente le gambe dei giocatori padulesi…

PADULE SOGNA. Alla fine il campo ha smentito tutti, col Padule che s’è imposto per 2-1 sul quotato Castello, esorcizzando il “pericolo” di ritrovarsi a giocare una finale play-off a ridosso della Festa dei Ceri. Che poi ad Ayman Kabraoui dei Ceri non sarà neppure importato più di tanto, essendo tra i pochi non eugubini nella rosa amaranto: sua la doppietta che ha steso la formazione tifernate e che ha consegnato ai ragazzi di Emiliano Pierotti il pass per lo spareggio tra le vincenti dei play-off dei due gironi di Promozione, quello che metterà in palio l’ultimo posto per salire in Eccellenza. E un po’ a sorpresa sarà il Campitello l’avversaria della compagine eugubina: nella finale del girone B i rossoblù ternani hanno letteralmente piallato l’Assisi di mister Andrea Lisarelli, che ha incassato un pesantissimo 1-6 a domicilio (0-5 dopo 40’: una ripassata epocale per la compagine del patron Riccardo Gaucci). La sfida che deciderà l’ultima promossa in Eccellenza si disputerà in campo neutro, da calendario domenica 24 maggio (probabile che il Padule chiederà l’anticipo a sabato 23, vista la concomitanza con i Ceri Mezzani). Una partita che si renderà necessaria per via della retrocessione dalla D di due squadre umbre (Cannara e Sansepolcro), ma che potrebbe risultare anche inutile qualora la Pietralunghese dovesse conquistare la promozione in D attraverso gli spareggi nazionali (giocherà il primo turno contro la Fermana).

KABRAOUI DECISIVO. La finale del girone A è stata appassionante e vibrante, come da previsioni. Il Castello, che in campionato ha pagato una penalizzazione di 10 punti (senza la quale avrebbe chiuso al comando appaiata al Montone), aveva un solo risultato nei 120’ per avanzare allo spareggio con la vincente del girone B, e per questo nella prima parte ha aumentato subito il ritmo, trovando però due volte i legni della porta padulese a respingerne gli assalti (traversa di Roselli al 36’, palo di Sparago al 38’). Padule più guardingo e pericoloso con una sortita di Battistelli, ma agli oltre 500 tifosi presenti al “Santa Maria” (buona rappresentanza anche ospite) è parso evidente il grado di difficoltà della sfida che attendeva la formazione di casa. Che pure a inizio ripresa ha trovato il modo per far saltare il tappo: sgroppata di Monacelli sulla fascia, girata di Kabraoui e tocco di Rodriguez col braccio (largo), con inevitabile concessione del rigore che lo stesso ex attaccante del Cerqueto trasforma, di fatto regalando a Pierotti un margine di maggiore sicurezza (il Padule poteva avanzare anche con un pari al 120’). Anziché assistere alla reazione tifernate, 10’ più tardi è ancora Kabraoui a timbrare il cartellino, stavolta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Sul 2-0 gli amaranto badano alla sostanza, arretrando un po’ il baricentro e tenendo bene per una ventina di minuti, prima della sparata di Sparago (gran parata di Radicchi sull’incornata del giocatore ospite) e del tiro in buca d’angolo di Balini che a 7’ dalla fine riaccende le speranze di un Castello che ci prova fino all’ultimo istante, ma senza trovare più sbocchi. Finisce 2-1: due anni dopo la fine della parabola del Branca (che nel 2024 decise di ripartire dalla Seconda Categoria per motivi economici), una formazione eugubina è a soli 90’ più eventuali supplementari (o rigori) dal ritorno in Eccellenza.