Parco eolico, una larga maggioranza si schiera contro. Ma il Prg prevede tutto, oltre alle norme provinciali e regionali. Politici eugubini come al solito fuori dal mondo

La politica eugubina ancora una volta sta prendendo una solenne cantonata per andare dietro a qualche mal di pancia, con settori dell’elettorato e i soliti comitati che hanno il tarlo ambientalista. Si sta ripetendo la storia del traliccio della telefonia mobile a Padule e dell’uso del Css nelle due cementerie (sui quali hanno preso schiaffoni sonori la Giunta Stirati e il caravan serraglio al seguito) con battaglie paesane di retroguardia che vengono puntualmente smentite nei tribunali.

Stavolta la crociata unisce la destra (o presunta tale) di Vittorio Fiorucci e la solita sinistra che storicamente corre appresso ai talebani dell’ambientalismo nella battaglia contro la richiesta di quattro aziende per l’attivazione di altrettanti impianti eolici, con la pale, in zone dove sono previsti sia dal Prg che dalle norme provinciali e regionali, e prima ancora dalle normative nazionali, come ha ricordato in aula consiliare a palazzo Pretorio, martedì 10 marzo, l’onorevole Rocco Girlanda.

Il Comune di Gubbio potrebbe porre dei vincoli per fermare le operazioni ma andrebbe incontro a problematiche oltre a ingabbiare il territorio per ogni altro tipo di operazione.

Invece di trattare con le aziende richiedenti, che hanno le pratiche al vaglio ministeriale come prevede la legge, la Giunta Fiorucci e alcune forze politiche di maggioranza e opposizione si stanno mettendo di traversa creando nuovi attriti con l’imprenditoria. Si rinuncia a coinvolge le aziende in investimenti per la città che ha un disperato bisogno di occupazione e manutenzioni, si preferisce fare la solita crociata pensando di cavalcare qualche umore popolare.