La politica, e chi vi si dedica in questo periodo storico senza visione strategica, si specchia e si compiace del nulla, immaginando che per fare scelte bastino una manciata di preferenze nell’astensionismo dilagante. I politici si fanno forti della compiacenza di altri settori che più per interesse si alimentano, scegliendo i più modesti o i “datati”. Come per la storia del futuro di piazza Quaranta Martiri dove residenti, commercianti e professionisti (cioè chi vive e lavora in certi contesti) hanno già evidenziato rilievi fortemente critici sull’idea di progressiva pedonalizzazione dell’area urbana complessa (non tanto una piazza) davanti le Logge dei Tiratori.
Decidono e parlano i pensionati dediti alla politica, invece che avere uno scatto d’orgoglio dai giovani (esclusi taluni della politica ideologizzati e nati già vecchi) che vivranno la città del futuro. Non c’è alcuna visione progettuale e strategica nel chiudere larga parte di piazza Quaranta Martiri al traffico veicolare. Il rischio della desertificazione è dietro l’angolo, come sta accadendo in corso Garibaldi quando è chiuso (le foto postate sui social dallo storico commerciante Giuseppe Belardi sono fin troppo eloquenti).
La Giunta Fiorucci non ha idee di destra, non è alternativa all’insipida minestra della sinistra mangiata per 78 anni. Del resto, l’assessore più navigato della compagnia, Spartaco Capannelli (Urbanistica e Lavori Pubblici), viene dalla Giunta Corazzi che, in carica dal 1997 al 2001, era marcatamente di sinistra.
Ormai è chiaro che alla società civile, con le forze produttive e chi ha veramente a cuore il tessuto sociale ed economico cittadino, resta lo strumenti degli esposti, denunce e ogni eclatante lecita forma di protesta per prendere veramente in mano la città togliendola al circolo privato dei pochi che si divertono a farsi chiamare assessori o consiglieri comunali passando le ore a disquisire a palazzo Pretorio con meno lucidità e concretezza di quanto farebbero in qualunque bar cittadino dove si pensa e si parla con il senso della concretezza.
Il progetto di piazza Quaranta Martiri è folle fin dall’inizio per inseguire i fondi del Pnrr (che peraltro sembrano non sufficienti, prospettandosi buchi di bilancio che potrebbero originare esposti e denunce alla magistratura ordinaria e contabile) e con il vago sospetto che servisse alla maggioranza di Stirati soprattutto per la campagna elettorale e per far vincere ai LeD nuovamente le elezioni dopo aver imbarcato invano anche Pd e 5 Stelle.









































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