Il completamento dei discussi e lunghissimi lavori di riqualificazione di piazza Quaranta Martiri hanno mostrato il lato peggiore della politica. L’ex sindaco Filippo Mario Stirati in un video esalta il progetto da 5 milioni di euro con i fondi del Pnrr, non sufficienti e dunque integrati gioco forza da soldi dell’asfittico bilancio comunale.
Il professore tira in ballo l’Associazione nazionale centri storico-artistici (Ancsa) e l’ex assessore Simona Minelli, baluardo in Consiglio Comunale di quel che resta dei LeD dopo la disfatta del movimento civico alle elezioni comunali del 2024 che hanno relegato per la prima volta la sinistra all’opposizione dopo 78 anni di dominio incontrastato.
L’ex sindaco, che ogni tanto esterna, si loda da sé per l’operazione che solleva forti dubbi e perplessità sulla reale vitalità della piazza diventata un museo sempre più spesso deserto a cielo aperto, con i commercianti della zona infuriati tanto da scrivere una pec al sindaco Vittorio Fiorucci, accompagnata da una trentina di firme, con tutte le legittime preoccupazioni su cosa ne sarà del tessuto economico di quell’area.
Ma Stirati compie il peggiore degli esercizi che un politico possa compiere: l’ingratitudine. Non mezza parola su Alessia Tasso, il suo vicesindaco, l’assessore all’Urbanistica della Giunta nel secondo mandato, dopo il quinquennio alla guida dei Lavori Pubblici che nel 2019 l’ha portata al record di preferenze. L’ingegnere Tasso è stata l’artefice di questa operazione sul piano politico e tecnico, adoperandosi per tutto l’iter, fino a redigere il piano con le prospettive anche in materia di traffico che poi Simona Minelli (altra politicamente ingrata dopo averla sostenuta nella speranza di vedersi confermata la poltrona di assessore) ha riportato in Consiglio Comunale dai banchi dell’opposizione. La famosa unanimità sulla progressiva pedonalizzazione che unisce destra e sinistra fa capire come Fiorucci & C siano dediti sin dall’inizio a portare avanti tutto quanto hanno fatto i predecessori (alla faccia del cambiamento) senza mostrare un briciolo di attenzione per i risvolti sociali ed economici della vicenda, vedi le ripercussioni del cantiere di piazza Quaranta Martiri.
Alessia Tasso è stata completamente ignorata dal professore. I bene informati dicono che Stirati neanche la saluta più, dopo aver officiato civilmente il suo matrimonio e aver partecipato a momenti importanti della vita familiare. C’è chi sostiene che Stirati addossa a Tasso la totale responsabilità della sconfitta elettorale del 2024 e della conseguente sua mancata candidatura alle successive elezioni regionali, alle quali pensava praticamente da anni tenendo sulla graticola tutta la Giunta con i partiti alleati e gli altri che lo sarebbero diventati (compresi quei fenomeni del Pd e dei 5 Stelle che si sono politicamente “venduti” anche l’anima per raccogliere zero), rosolando a fuoco lento l’ingegnere Tasso, che per fortuna un lavoro ce l’ha, per poi mandarla al massacro ricordando certi comizi del professore che erano delle “lezioncine” a buon mercato tornate indietro come il peggiore dei boomerang.
L’eredità di piazza Quaranta Martiri è per ora soprattutto un inno all’essere irriconoscenti, oltre ai danni collaterali per le attività commerciali della zona (compresa la farmacia Comunale in profondo rosso: probabilmente unico caso in Italia) e la vitalità di quel luogo desertificato.






































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