Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello con registrano l’aumento delle polveri sottili Pm10, ovvero le particelle microscopiche sospese nell’aria, provenienti da fonti naturali e soprattutto antropiche come traffico, riscaldamento e attività industriale, che possono penetrare nel tratto respiratorio superiore, causando problemi respiratori e cardiovascolari, con limiti di legge in Italia fissati a 50 microgrammi (giornaliero) e 40 microgrammi (annuale), ma con raccomandazioni sanitarie più basse.
Non c’è Gubbio. Chissà cosa penseranno i “talebani dell’ambientalismo”, ultimamente silenti se non il solito politico pensionato con la fissazione da furbacchione (gli è servito in passato per la crociate contro le due cementerie cercando consensi nelle fasce elettorali meno consapevoli) che condivide di tanto in tanto con qualche compagno della “nouvelle vague” della politica nostrana, anche qualche giovane fuori e vecchio dentro. Mai fidarsi dei politici che cavalcano inesistenti paure: meglio interrogarsi su quali potrebbero essere i tornaconti personali. Vale ricordare che i livelli di impatto ambientale sono monitorati sul territorio eugubino con ben cinque centraline gestite da Arpa (Gubbio la città più controllata d’Italia).
Problemi con i limiti di Pm10 a Perugia nelle zone di Fontivegge e a Ponte San Giovanni. Nella centralina dell’Arpa della stazione la media nelle 24 ore è stata di 55 microgrammi a metro cubo. Il limite massimo consentito, secondo le norme dell’Unione Europea, è pari a 50 microgrammi nel corso della giornata. Va peggio a Ponte San Giovanni: qui il dato è di 59 microgrammi e come sempre questo è il quartiere peggiore del capoluogo quanto a presenza di polveri sottili. Gli sforamenti durante l’anno sono stati pochi: nessuno in via Cortonese, 3 a Fontivegge e 6 a Ponte San Giovanni.
La situazione è nettamente peggiore a Città di Castello: i superamenti del limite massimo in questo 2025 sono già stati 12, ma soprattutto in questi ultimi giorni i microgrammi rilevati nell’arco di un giorno sono stati pari a 67. Il Pm10 è schizzato alle stelle anche a Foligno (zona Porta Romana): 73 microgrammi a metro cubo. Stesso scenario a Terni, la città più inquinata dell’Umbria dove in tutte e tre le centraline dell’Umbria (Borgo Rivo, Carrara e Le Grazie) il livello delle polveri sottili è superiore a sessanta. Nella Conca, per inciso, gli sforamenti durante l’anno, sono stati tutti superiori a dieci. Valori che rispetto agli altri anni, sono comunque inferiori.



































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