Non è soltanto psicologica la soglia dei 30mila abitanti, ci sono in ballo tante cose se si sta sotto quel tetto. Ed è quello che rischia il territorio comunale di Gubbio, dove al 1° gennaio 2025 conta 30.297 abitanti. La popolazione continua progressivamente a calare e l’ultimo rilevamento mostra una diminuzione di 91 unità rispetto al 2024.
Il territorio, con una superficie di 525,78 chilometri quadrati, è uno dei più estesi in Italia, presenta una densità abitativa di 58 persone per chilometro quadrato. La ripartizione dei contributi statali per i Comuni sotto i 30.000 abitanti sta subendo cambiamenti significativi nel periodo 2024-2026, con una generale tendenza alla riduzione o rimodulazione dei fondi a causa delle manovre di bilancio e del definanziamento di alcune misure specifiche.
Per diversi decenni la città ha oscillato tra 31mila e 33mila abitanti, mantenendo una certa stabilità demografica tipica del periodo di industrializzazione e spostamento dalle campagne, oltre a un’attrattiva anche per gli stranieri.
A Gubbio nascono 160-170 bambini l’anno e questo numero sta calando, a fronte dei decessi o dei trasferimenti. Nel 2025 le nascite sono state 166. Per aumentare la popolazione a Gubbio, che negli ultimi dieci anni ha registrato un calo demografico del 6,38 per cento, si dovrebbe aprire un dibattito guardando principalmente al mercato del lavoro che si unisce alla qualità dei servizi e alle infrastrutture, specialmente viarie per le problematiche nei collegamenti e le opportunità di sviluppo che sono imbrigliate dalla burocrazia e dalle battaglie ideologiche, come l’ultima sull’energia alternativa per il fronte destra-sinistra unito nel combattere i grandi investimento sull’eolico.









































Lavoro e salari netti mensili di partenza da 2.500 € in su per i diplomati e 3.500 € per i laureati, asili per i bambini e strutture per anziani, utopia? Bene, la sentite l’orchestra che suona mentre la nave affonda? Buona fortuna a tutti.