Nel processo sul sequestro della holding, l’imprenditore Giuseppe Colaiacovo è stato prosciolto. Il nipote del patron Carlo è stato assolto per un anno di bilancio e per l’altro è intervenuta la prescrizione, con l’impugnativa pronta per ottenere l’assoluzione nel merito
Giuseppe Colaiacovo è uscito con il proscioglimento dal processo per il sequestro della Fc Gold, tassello fondamentale degli altri procedimenti che si sono dipanati negli ultimi anni.
Il legale difensore Manlio Morcella parla di “un ulteriore riconoscimento” ottenuto da Giuseppe Colaiacovo “in ordine alle ingiustizie giudiziarie che ha subìto e che sono note nel mondo industriale: soprattutto perugino. Il famoso sequestro illegittimo che si era abbattuto sulla sua holding a fine dicembre del 2016 – evidenzia l’avvocato Morcella – atteneva a un procedimento penale all’epoca sorretto da una contestazione strumentale, basata su di una bancarotta della predetta capogruppo di famiglia, non fallita, né con richiesta di fallimento, ovvero su di una fiabesca truffa che Giuseppe Colaiacovo avrebbe consumato in danno di UniCredit. Dopo anni, quel procedimento che nel tempo si è sgonfiato, rinnegando l’ipotesi investigativa della bancarotta e della truffa, e seguitando a sussistere per il diverso reato di falso in bilancio, si è finalmente concluso. Con una tardiva ma obbligata assoluzione di estinzione del reato per prescrizione, rispetto all’esercizio 2014, e con una assoluzione piena rispetto all’esercizio 2015″.
Esprime “soddisfazione” il legale storico di Giuseppe Colaiacovo, sia per il “proscioglimento conseguito” dal proprio assistito, sia “per quel che significa, leggendolo in combinazione con la storia dell’illegittimo sequestro”.
Aggiunge: “Visti i palesi spazi che si profilano”, anticipa sin da subito “una impugnativa limitata al bilancio 2014, per ottenere pure al riguardo una assoluzione sul merito”.









































Lascia una Risposta