Delusione e polemiche accompagnano le reazioni eugubine alla “sentenza” che dal prossimo anno scolastico sparirà di fatto la scuola media “Mastro Giorgio-Nelli” che verrà spacchettata in tre istituti comprensivi al posto dei tre circoli didattici che dopo decenni andranno in soffitta. A nulla sono valsi gli appelli, le pressioni e anche una nota pubblica nei giorni che hanno preceduto la decisione.
L’assessore all’Istruzione, Lucia Rughi, non nasconde l’amarezza per l’epilogo: “Siamo delusi da quanto è stato deciso, non pensavamo che si dovesse colpire Gubbio in questo modo. Abbiamo appreso di questa decisione che va nel senso dello smembramento della scuola media unica per istituire tre comprensivi. Finora è stata difesa l’offerta formativa solida con i numeri adeguati agli standard e gli importanti interventi di edilizia scolastica che faranno di Gubbio un Comune virtuoso. L’abbiamo fatto in qualità di Comune capofila dell’area nord-est e territorio montano. Ora prendiamo atto e cercheremo di gestire la situazione nel migliore dei modi”.
Sul piano politico l’epilogo viene letto come una sconfitta inflitta sia dal governo amico Meloni che dalla Regione governata dal centrosinistra.
“Ennesimo fallimento – attacca il consigliere comunale di minoranza Luigi Girlanda (Rinascimento Eugubino) -, ennesima batosta per la nostra città. Ennesima incapacità di evitare l’affossamento. Il minimo è mordersi gomiti. Oggi dobbiamo prendere atto di una decisione ormai definitiva. Il commissario sul dimensionamento scolastico ha assunto le proprie determinazioni; eventuali ricorsi potranno essere valutati, ma non possiamo più incidere sulla decisione presa. Quello che riguarda Gubbio non è un’ordinaria operazione di accorpamento, ma un intervento che incide sulla continuità e sull’unitarietà del sistema scolastico cittadino, determinandone una frammentazione funzionale. È un vero e proprio smembramento, una soluzione atipica e poco frequente, proprio per questo meritevole di una valutazione politica rigorosa. Ho fatto la proposta di anticipare il Consiglio Comunale, ma nemmeno questo è stato fatto. Non si è voluto neppure salvaguardare la forma: convocare il Consiglio qualche giorno prima per tentare un’ultima mossa comune, adottata all’unanimità, che desse autorevolezza al sindaco nell’interloquire con il commissario nominato dallo Stato. Una telefonata per illustrare la situazione della scuola di Gubbio, che aveva tutti i numeri in regola per non subire questo intervento. Non vi era alcuna ragione oggettiva per colpire Gubbio con una riorganizzazione tanto invasiva. Eppure questo è accaduto. Ciò dimostra che la decisione assunta non è il prodotto dei numeri, perché quelli li avevamo, né della qualità dell’offerta formativa. È l’esito di un processo eminentemente politico, nel quale la città di Gubbio non è riuscita a far valere fino in fondo le proprie ragioni oggettive. Ed è qui che si apre una questione di responsabilità che questa maggioranza non può eludere. C’è una spaccatura nei gruppi di maggioranza? No, va tutto bene. Siamo l’orchestrina del Titanic mentre tutto va a fondo. Questa amministrazione ha rivendicato rapporti solidi e privilegiati con i livelli istituzionali superiori: prima con la Regione, poi con Roma. Potevate andare a Roma dal ministro a spiegargli. Ma il problema è che a Roma si va semmai a fare le foto col politico di riferimento, non c’è quell’autorevolezza che invece altri hanno avuto. Non c’è stato un confronto diretto e autorevole né con il ministro competente né con il commissario, con chi aveva la responsabilità ultima della decisione. Non risulta che qualcuno abbia illustrato in modo incisivo e documentato perché Gubbio rappresentasse un caso del tutto improprio per un intervento di questa natura. Serve peso politico in queste situazioni. Il confronto con altre realtà umbre è istruttivo e impietoso nei confronti di questa amministrazione. La città vede ridursi la propria autonomia, vede indebolita la coesione del sistema scolastico locale, si riduce la forza istituzionale”.
Il piano varato prevede la Direzione didattica del primo circolo Giacomo Matteotti come sede accorpante dell’istituto di istruzione secondaria di primo grado Mastro Giorgio-Nelli nella sede di via Perugina, la Direzione didattica secondo circolo Aldo Moro (scuola media sede della frazione di Mocaiana) e la Direzione didattica terzo circolo San Martino (scuola media delle sedi della frazione di Branca e di via Rousseau).








































Pensa ai tre chilometri di strada che costano 124 milioni….tre chilometri…mica venti…..siete patetici