Referendum, dal fronte del Sì nessuna iniziativa. La destra eugubina si è nascosta, mentre il Psi ha fatto il solito pesce in barile perchè la sinistra è per il No

Ultima battute di una campagna elettorale per il referendum tra le più squallide della storia repubblicana. Gli spot televisivi su Rai e Mediaset per gli inviti pressanti al voto (hanno un costo? Chi paga eventualmente?) si sono incastrati con servizi, interviste, spazi televisivi e radiofonici, oltre a pagine su pagine dei giornali. L’incertezza sull’esito delle urne è tutto legato all’affluenza che nelle ultime elezioni con il continuo calo ha fatto saltare tutte le previsioni.

Il referendum ha ben presto assunto le sembianze di un pronunciamento sul governo Meloni e la destra, a un anno dalla scadenza naturale della legislatura. Il presidente del Consiglio ha sempre sostenuto che in questa tornata referendaria non c’è in ballo il futuro del suo governo, a differenza di quello che fece Matteo Renzi, il quale aveva messo in gioco anche il suo futuro in politica annunciando in caso di sconfitta il suo ritiro dalla politica salvo poi fare finta di niente per andare comunque avanti, fino a candidarsi per quello stesso Senato che voleva abolire.

A Gubbio c’è stato molto volantinaggio e per il No si è esposto soprattutto il Partito Comunista del tandem Fabio Sebastiani-Mattia Pierotti, leader di punta della sezione eugubina, con appelli anche via social. Il fronte del No ha anche organizzato qualche spot (con l’ex sindaco Filippo Mario Stirati ripescato per l’occasione) e qualche incontro, come l’ultimo a Fontanelle.

Il fronte del Sì è rimasto, invece, completamente defilato. Non si sono mai pronunciati il sindaco Vittorio Fiorucci, la Giunta e neanche i partiti della destra.

Silenzio pure dal Partito Socialista che a ogni elezione va a rimorchio dei partiti della sinistra e di chi gli ha eliminato il leader Craxi facendogli chiudere il partito, ma per il referendum si è schierato per il Sì. Il Psi non ha promosso alcuna iniziativa né incontri pubblici, probabilmente per non marcare il distinguo con il resto del carrozzone sinistroide del No con l’ammucchiata Pd, 5 Stelle, LeD, Avs, Pci, Città Futura, Anm, correnti della magistratura e perfino Cgil, Spi, No Css, Anpi e Articolo 21. A sinistra ha sorpreso il silenzio sul referendum dell’ex sindaco Orfeo Goracci, che di solito si occupa di tutto (dagli indiani a Jeffrey Epstein) dispensando morale a destra e manca. C’è chi lo spiega come un avvicinamento alle posizioni di Silvio Berlusconi alla luce delle vicende giudiziarie che si sono concluse personalmente con la prescrizione per i reati più gravi e la salvifica depenalizzazione dell’abuso d’ufficio voluta dalla destra a livello nazionale.