Referendum sulla giustizia, lo strano silenzio sui social di Orfeo Goracci. Si è avvicinato alle posizioni di Berlusconi ma non vuole esporsi?

Orfeo Goracci

Parla di tutto, sui social o trovando spazio quando e a chi lo chiede parlando con i giornalisti diventati “amici”. Però, l’ex sindaco Orfeo Goracci tace sul referendum sulla giustizia. Il suo silenzio è per molti, anche negli ambienti della politica eugubina che lo fanno notare, una sorpresa. Una spiegazione c’è sicuramente, lui di sicuro la sa.

Goracci si occupa di guerre (esclusa quella tra Russia e Ucraina), Trump e Netanyahu, Meloni e Schlein, Fiorucci e le dimissioni della Rughi, della festa della donna, ma sui temi della campagna elettorale, compresa una posizione chiara e netta, neanche una parola.

I bene informati dicono che sui temi della giustizia e la considerazione della magistratura l’ex sindaco si sia molto avvicinato alle posizioni di Silvio Berlusconi, tenuto conto naturalmente del proprio vissuto personale che l’ha visto arrestato, processato e prescritto per i reati più gravi dopo che la destra (curioso, no?) ha depenalizzato l’abuso d’ufficio lanciando una ciambella di salvataggio a lui stesso e anche agli altri coinvolti nel processo Trust, che però hanno deciso di rinunciare alla prescrizione a differenza sua.

Fin qui non ha mai voluto rispondere al quesito sostanziale (gli “amici” non glielo chiedono, ovviamente): un comunista sostiene che la prescrizione non è assoluzione e va tolta, ma non vale per Goracci?

Sorprende sul referendum il suo silenzio, che comunque l’ex sindaco potrà sempre spezzare da qui a domenica per far capire come la pensa.

Dalla sua parte politica ci pensa il fedelissimo Fabio Sebastiani, segretario dei circolo di Gubbio del Partito Comunista, dell’associazione 21 Gennaio e della famigerata “Scuola Radicchi”, direttamente dalla sede del partito (che è anche la sede della “scuola”), a fare campagna elettorale per il No con il supporto di Mattia Pierotti.