Scuola: se fosse passata la riorganizzazione dei LeD, ora Gubbio avrebbe due istituti comprensivi e non tre

Non si possono politicamente ingannare i cittadini, non si può abbaiare alla luna per partito preso nel gioco al ribasso tra sinistra e destra per eludere la sostanza delle questioni. Sul dimensionamento scolastico sta emergendo, dopo l’uscita dei Liberi e Democratici (LeD) che fa la levata di scudi contro il governo Meloni e il Comune (ovviamente tace sulla Regione “amica” anche se Stefania Proietti ha “bocciato” Filippo Mario Stirati dalle ultime candidature al Consiglio Regionale).

I LeD con l’assessore all’Istruzione, Simona Minelli, avevano presentato una riorganizzazione che prevedeva di accorpare due circoli didattici, chiudendone uno. Oggi Gubbio si sarebbe ritrovata con due istituti comprensivi invece di tre, perché l’anomalia in deroga sta nei circoli didattici e la scuola media autonoma. Il commissario ad acta Sergio Pellecchia, neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, ha rimosso le due anomalie presenti soltanto a Gubbio e Città di Castello, attuando dunque un provvedimento logico rispetto alla decisione predisposta dalla Regione di “tagliare” a Gubbio e Terni soltanto per calcoli politici essendo Gubbio in mano alla destra e Terni in mano a Stefano Bandecchi che governa con una coalizione in proprio e peraltro alleato del centrodestra alle ultime regionali.

I LeD si spingono oltre quando invitano il sindaco Vittorio Fiorucci a ricorrere al Tar, dunque a spendere i soldi dei cittadini già tartassati per ricorrere e per l’avvocato, anche quando la causa è sostanzialmente persa in partenza.

Del resto, i LeD sono abituati a fare ricorsi perduti a spese della collettività com’è successo con Stirati per l’epilogo dei contenziosi contro l’impianto di telefonia mobile a Padule e il Css nelle cementerie, entrambi persi con i costi a carico dei cittadini e come mossa fatta solo per tenersi buoni gli ultrà dell’elettorato ambientalista. La Corte dei Conti potrebbe verificare.