La “sceneggiata” domenicale in piazza Grande è finita, secondo taluni. Secondo altri è solo un’interruzione per ferie. Fatto sta che i fedelissimi di Fabio Sebastiani, segretario del circolo Lenin di Gubbio del Partito Comunista Italiano, nonché “preside-rettore” della cosiddetta “scuola Radicchi” e leader dell’associazione 21 Gennaio, non si stanno più presentando per la lettura, tra le bandiere del partito e dei palestinesi, di un fantomatico elenco di presunti bambini morti nella guerra tra Hamas e Israele.
Chi conosce la faccenda fa sapere che l’elenco non sarebbe stato completato, cioè mancherebbe la lettura di qualche centinaio di altri nominativi.
Non si conoscono le ragioni della rinuncia a proseguire la “sceneggiata”. Ultimamente Sebastiani è dedito a postare video e foto con bambini che gravitano nella sede di via Saffi 2/C che già da tempo è oggetto, anche per varie iniziative, di forti attenzioni in tema di destinazione d’uso, sicurezza e attività varie.
Per taluni le foto e i video con i minori avrebbero la funzione di fungere da spot promozionali per richiamare attenzioni e fondi economici da aggiungere a quelli pubblici, come i finanziamenti garantiti da anni, prima con la Giunta Stirati e poi la Giunta Fiorucci che elargiscono soldi per mandare avanti un’attività nella sede di un partito politico.









































passate bene le ferie?
Sebastiani fai il bravo….
c è il pallottoliere. che è a disposizione di chi ha poca dimistichezza con i numeri
sempre colpa degli altri, vero?!
sono preoccupato per il moralizzatore, sta bene ?
Ho letto sotto l’ altro articolo la sequela di critiche alla scuola Radicchi e alla figura di Fabio.
Critiche ingiuste soprattutto per quanto riguarda i nomi dei bimbi uccisi.
Ma come fate a criticare su questo ??
“Chi conosce la faccenda fa sapere che l’elenco non sarebbe stato completato, cioè mancherebbe la lettura di qualche centinaio di altri nominativi”
E diamo retta a questa fantomatica fonte ?
Curioso che chi si firma W la Radicchi, dunque in forma anonima, poi faccia riferimento a “fantomatica fonte”. Ci metta la faccia, si firmi come fa il sottoscritto. Fatta la doverosa premessa, visto che la sua firma è in inno alla cosiddetta “Radicchi” se lo faccia da dire e vedrà che non potranno che confermare l’elenco non completato, poi magari se diranno pure perché hanno interrotto la lettura. Nell’articolo uso il condizionale, ma la notizia trova conferma in chi conosce quella realtà.
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
Buonasera,
per l’ennesima volta torno a precisare che la lettura dei nomi dei bambini e delle bambine uccisi da Israele è stata fatta sullo stesso elenco che ha letto il Cardinale Zuppi. La responsabile della stampa di ogni volta dell’ elenco per proseguire la lettura sono stata io, se il direttore vuole può benissimo venire al PCI e trovare il file e l’elenco stampato, invece di fare supposizioni, dei si dice. Chi mette in dubbio ha smesso di venire al PCI e a leggere in piazza Grande da Marzo, quindi non sa affatto in 4 mesi quanti nomi abbiamo letto. Fate schifo a creare polemica del nulla su un impegno che abbiamo preso e portato avanti per non poter restare indifferenti davanti al genocidio del popolo palestinese, davanti all’infanzia negata di bambini innocenti. Le vostre sterili e inutili polemiche per avere non so cosa, visibilità? Stella Barilari
I tuttologi conoscono tutto anche quello che non possono conoscere, dopo 4 mesi.
Continuate così
Dacci oggi il nostro sermone serale.!!!
Gentile Direttore Boccucci,
l’invito a “metterci la faccia” sposta il tema. Il punto non è chi firma il commento sotto l’articolo, ma se la notizia pubblicata regge. E qui i problemi sono più suoi che dell’anonimo che lei contesta.
Sulla fonte. Lei chiede trasparenza a un commentatore, ma l’articolo si basa su “chi conosce la faccenda fa sapere” — una fonte tanto anonima quanto quella che lei critica, con l’aggravante che la sua, a differenza di un commento sotto un pezzo, è la base di una notizia data come tale. Non può pretendere l’identità altrui mentre lei stesso pubblica un’accusa specifica (“mancherebbe la lettura di qualche centinaio di nominativi”) senza indicare chi gliel’ha detto né come lo sa.
Sull’onere della prova. Scrivere “se lo faccia da dire e vedrà che confermeranno” non è una verifica, è una previsione. Il condizionale usato nel titolo e nel testo (“non sarebbe stata completata”) protegge legalmente la testata, ma non trasferisce automaticamente l’onere di smentire a chi legge o commenta. Se la notizia è verificabile, la verifica tocca a chi l’ha scritta prima di pubblicarla, non dopo, a chi la contesta.
Sulla coerenza. Nell’altro pezzo lei stesso rivendica: “nei resoconti di stampa vivogubbio.com è sempre pronto a dimostrare quanto viene scritto.” Bene: allora la strada più semplice per chiudere la questione non è invitare un commentatore anonimo a farsi identificare, ma pubblicare la fonte, anche in forma protetta, o documentare il fatto. Il resto è retorica che sposta il peso della prova su chi dissente invece che su chi accusa.
Sul metodo più in generale. Una serie di articoli che descrive ripetutamente un’iniziativa pubblica con termini come “sceneggiata”, “teatrino”, “fantomatica scuola” costruisce una cornice valutativa prima ancora di portare i fatti. Se l’obiettivo è l’informazione, i fatti dovrebbero reggersi da soli; se servono aggettivi per farli reggere, è lecito chiedersi se siano davvero fatti o già un giudizio.
Gentile Carlo Gubbiotti,
metterci la faccia è sempre dirimente. Vede, il sottoscritto è stato querelato più volte e davanti ai giudici è sempre stato in grado di dimostrare la propria correttezza professionale e difendere la verità sostanziale dei fatti.
Se permette, conosco il mio mestiere e so come ci si comporta quando si scrive un articolo dove si danno notizie ma in taluni casi si utilizza il condizionale, per il margine che si deve sempre tenere, e quando si accenna a fonti è chiaro che chi, come me, le cita sa benissimo chi sono e ne valuta l’attendibilità.
Se un articolo viene contestato e lo si ritiene offensivo, lesivo dell’immagine e l’onorabilità, ci sono gli strumenti previsti per tutelarsi.
Penso, per esempio, a Fabio Sebastiani: se ritiene, può produrre denuncia querela trasferendo ogni fatto e circostanza davanti a un giudice terzo, in cui ciascuna delle parti può addurre le proprie ragioni.
Cordialmente.
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
Gentile Direttore Boccucci,
resta il punto di partenza, che lei non ha affrontato.
Sapere chi è la fonte non basta: il tema è che il lettore no, e senza elementi non può valutare un’accusa specifica come “mancherebbe la lettura di qualche centinaio di nominativi”.
Il condizionale è una cautela editoriale, non una prova. Non trasforma un’illazione in fatto verificato, ne segnala l’incertezza — ma titolo e articolo veicolano comunque l’accusa come sostanzialmente vera.
Invitare Sebastiani a querelare sposta la questione dal piano editoriale (avete verificato prima di pubblicare?) a quello giudiziario. Ma un giornale risponde delle proprie fonti anche ai lettori, non solo a un giudice.
Resta la domanda: la notizia è verificabile con qualcosa di più solido di “una fonte che conosco e di cui mi fido”? Se sì, la via più semplice è ancora quella: documentarla, anche in forma protetta.
Egregio Carlo Gubbiotti,
non amo le piroette dialettiche e soprattutto non mi sogno di impartire lezioni di giornalismo e deontologia professionali, accontentandomi di farlo nelle sedi dove ritengo. Quello che ho scritto è la verità sostanziale dei fatti. Se i direttamente coinvolti – non so se lei lo sia o rappresenta legalmente taluni – vogliono puntualizzare hanno due modi per farlo: chiedere una rettifica e/o precisazione ai sensi di legge, che il direttore responsabile può valutare per decidere o meno la pubblicazione, e un’eventuale denuncia querela se il contenuto è ritenuto diffamatorio. Tutto il resto è dialettica che non serve a nulla. Il giornalista è garanzia, se sa fare il suo mestiere e dovere, di quanto viene pubblicato. Il lettore è libero di credere o meno a quanto viene pubblicato, può non leggere e qualora si sente offeso può tutelarsi. Personalmente la chiudo qui.
Cordialmente,
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
– Dire “non impartisco lezioni di deontologia” e poi affermare che “il giornalista è garanzia, se sa fare il suo mestiere” è una lezione di deontologia, semplicemente data da un’altra cattedra.
– “Quello che ho scritto è la verità sostanziale dei fatti” è un’affermazione, non un argomento — lo stesso tipo di asserzione non sostanziata che lei contestava a un commentatore anonimo nell’altro pezzo.
– Chiedersi se io sia “direttamente coinvolto” o rappresenti “taluni” non è una risposta nel merito, è uno spostare l’attenzione sulla legittimità di chi fa la domanda invece che sul contenuto della domanda.
-“Il lettore è libero di credere o meno” è vero, ma scarica sul lettore l’onere di giudicare l’attendibilità di una notizia che il giornale ha pubblicato come tale, senza fornirgli gli elementi per farlo.
-Invitare la controparte a rettifica o querela, e poi “chiuderla qui”, equivale nei fatti a non rispondere alla domanda originaria: la fonte anonima dell’articolo regge o no?
Resta quindi, non evasa, la richiesta iniziale: se la notizia è verificabile, la strada più semplice per chiuderla davvero era ed è documentarla, anche in forma protetta. Il resto è, appunto, dialettica.
La notizia non è una notizia, non ha nessuna base di verità. Se esiste la fonte di cui parla il direttore non può averle dato un’informazione di cui sono al corrente solo io, Stella Barilari. Infatti usa il condizionale. L’unica persona che ha preparato la lista ogni domenica e tenuto il conto dei nomi sono io e nessun altro. Restano i bambini e le bambine Palestinesi uccisi da Israele, come quelli uccisi da Hamas, resta il dolore per l’indifferenza di molti e per la complicità del nostro governo Mi fanno pietà queste polemiche continue quando basterebbe avere un pò di cuore e di umanità, ma al tempo d’oggi è materiale che sembrerebbe scarseggiare, sia fra i giornalisti, sia fra le persone comuni. Più di 20.000 minori uccisi, ed è notizia di questi giorni di almeno 300 bambini e bambine uccisi in 300 giorni di tregua: dovremmo interrogarci tutti e tutte e non restare indiffirenti.
Stella Barilari
Sig.ra Stella Barilari,
potrebbe cortesemente , se ritiene, rispondere a queste domande:
1) avete letto pubblicamente tutti i presunti nominativi di cui agli elenchi di cui siete in possesso?
2) c’entra nulla aver interrotto bruscamente, senza preavviso, la lettura in coincidenza con la celebrazione dell’anniversario, peraltro anticipato, della cosiddetta “scuola Radicchi”?
3) pensa che il sottoscritto, estensore dell’articolo, si sia alzato una mattina e si sia inventato le notizie senza aver prima vagliato attentamente fonti, fatti e circostanze, senza peraltro alcun risvolto denigratorio o di mistificazione se non informare com’è stato sempre fatto?
4) le sfugge il dibattito, con contenuti, rivelazioni e dati, che si è aperto anche sui commenti di questo sito con interventi sugli articoli che vi riguardano?
Fornendo risposte precise potrebbe risultare più preciso completare la verità sostanziale dei fatti che ha guidato tutti i resoconti da me firmati.
Distintamente.
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
Mamma mia comme sto, diceva un noto comico romano, non se ne po più, e il cambiamento climatico, e le guerre, e i pazzi al comando, e la mancanza di risorse, e il costo dell’energia, e lo smaltimento dei rifiuti, e bla bla bla… ma perché nessuno ha il coraggio di dire la vera verità, tutti i mali del mondo provocati dall’uomo hanno una sola radice, siamo otto virgola tre miliardi in crescita mentre il pianeta ne può sopportare due miliardi stabili, meglio sarebbe un miliardo e mezzo, vi sembra che ora abbiamo problemi? Aspettate di vedere quando ci scanneremo per un sorso di acqua, per la carne c’è sempre il cannibalismo, ho visto un documentario dove un branco di scimpanzé più numeroso ha sterminato tutti i maschi di qualsiasi età e le femmine anziane di un’altro branco meno numeroso per appropriarsi del territorio e delle sue risorse, questo ci aspetta, è solo questione di tempo e non possiamo farci nulla se non diminuire la popolazione umana di almeno sei virgola tre miliardi di individui. A voi la soluzione per come fare, altro che ste stronzate.
Sarebbe potuto venire a farmele queste domande prima di scrivere una notizia non vera. Sì, li abbiamo letti tutti, 10.500 bambini e bambine sotto i 10 anni. Le coincidenze, il fato, la casualità hanno fatto si che finissimo di leggere il 26 luglio in concomitanza con i 10 anni del compleanno della scuola Luigi Radicchi.
Penso che il sovrascritto dia voce ad una persona rancorosa che sputa odio e livore personale sui social dicendo falsità a cui lei fa da cassa di risonanza.
Stella Barilari
ne avete di tempo libero a Gubbio.
Carissima Marika, a Gubbio qualcuno ha anche il tempo e la voglia di leggere, pochi in verità, almeno per la voglia, di legga tutto di un fiato un gustoso libro, bastano un paio d’ore, “La nazione delle piante – di Stefano Mancuso”, si comprenderanno “tante cose che non avevo capito” cantava Celentano. A sostegno della mia tesi aggiungerei di seguito un altro messaggio per chiarire i miei argomenti.
Il 13 ottobre 1972, un aereo con a bordo la squadra uruguaiana di rugby degli Old Christians Club si schiantò sulle Ande. Bloccati a oltre 3.500 metri di quota senza cibo per 72 giorni, i 16 superstiti sopravvissero in condizioni estreme nutrendosi dei corpi dei compagni deceduti nello schianto, un evento noto come la tragedia o il miracolo delle Ande. QUESTO CI ASPETTA e al capitolo 4 del libro suddetto lo spiega molto bene, buone ferie a tutti 👋
preferisco Walking Dead, se proprio dovessi scegliere la fine che ci attende 😂
cosa commenta a fare in questo modo per dire sciocchezze ?
PS NESSUNO VERRÀ A SALVARCI
“Le fonti” non sono mai neutre, nessuno mette in dubbio la deontologia del direttore.
ma sorgono dei dubbi :
1) Perché “la fonte ” ,con forte determinazione , ogni volta fornisce questa ” storia”.
2) la fonte perché fornisce notizie “screditanti” ( a giudizio della responsabile della scuola) il lavoro svolto dalla ” Scuola Radicchi”?
3) la verità il lettore non può saperla.
Buona giornata.
Sig.ra Stella Barilari,
dopo la sua risposta sulla lettura dei fantomatici nomi, da ulteriori informazioni acquisite mi viene confermato che la lettura dell’elenco non è stata completata.
Se ci sono persone (più di una) e se ci sono segnalazioni a vari livelli (più di una) che riferiscono “particolari” della vostra organizzazione, anche a livello di destinazione d’uso dei locali della sede che è anche sede di partito, e in fatto di sicurezza e gestione attività evidentemente ne hanno contezza.
Il tempo dirà.
Sicuramente è più facile raccogliere qualche servizio giornalistico tipico del sistema in cui si guarda solo ciò che fa comodo vedere e raccontare, sentendo chi “vende” un prodotto utilizzando anche risorse economiche pubbliche, ricercando un eventuale facile consenso che adesso peraltro non è più così “scontato”.
Non ravviso nelle mie fonti mai livore o resa dei conti: le so riconoscere e pesare. Mi guida da sempre la verità sostanziale dei fatti che ho difeso anche nelle aule di tribunali e qualche vostro “compagno” lo sa benissimo.
Distinti saluti.
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
Egregio direttore,
la sua fonte non è al corrente della notizia che lei da in questo “articolo” perchè come ripeto è impossibile che ne abbia contezza. Il file e la lista dei nomi stampati e letti sono in mio possesso, e non della sua fonte. È in grado di dimostrare che non abbiamo letto tutti i nomi?
Stella Barilari
Sig.ra Stella Barilari
Io rispondo in tutta scienza e coscienza, ed eventualmente nelle aule di tribunale. Confermo la veridicità della notizia con l’affidabilità delle mie fonti.
Distinti saluti.
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
Parlare di etica del giornalismo, quando questa testata ha dimostrato più e più volte di assumere il ruolo di vera e propria “cassa di risonanza” di determinati poteri, fa quantomeno sorridere.
Il tempo, come sempre, dirà chi aveva ragione. Nel frattempo, però, la reputazione di questo “giornaletto” sembra essere ormai sulla bocca di tutti.
🙂
Saluti, direttorone.
Sig, Massimo Ragnacci,
sono sicuro che intedesse scrivere “poderi” e non poteri. Ecco, proviamo a sorridere perché il bello della democrazia sta proprio nel far parlare tutti di tutto senza argomenti per farlo. Le consiglio una soluzione: se non ritiene credibili gli articoli di questa testata e ha problemi con i poteri e i “poderi”, legga altro. Magari se è un “compagno” del gruppo Sebastiani, potrebbe sempre leggere il famoso elenco con i famigerati nomi, oppure il manuale della sicurezza nei luoghi sede di partito con destinazione d’uso definita e quello sulla somministrazione di manodopora.
Distinti saluti.
Massimo Boccucci
Direttore Responsabile
Nessun compagno stia tranquillo direttore 🙂 anzi…
Lei è abilissimo (?) a sviare i discorsi ma, credo, che il giornalismo sia ben altro. Basta guardare anche solo a livello locale.
Sul podere nulla da eccepire, battuta originale come il tenore della maggior parte dei suoi articoli 🙂
Questa sera in massa tutti all’ evento del Segrerario Sebastiani alla Radicchi.
Pci, Caritas e chiesa, tutti insieme allegramente.
Siamo alla frutta o al caffè ?!?