Il professor Luca Ferrucci si è dimesso dall’incarico di amministratore unico di Sviluppumbria, la società in house della Regione Umbria che si occupa di promuovere lo sviluppo economico del territorio. Si parla di visioni differenti o di scontri bensì di dimissioni sofferte e date con rammarico. Un peso decisivo sembra averlo avuto il fatto che, dopo la nomina, Ferrucci aveva cercato di ottenere una forma di aspettativa o comunque una soluzione che gli consentisse di dedicarsi all’incarico in Sviluppumbria mantenendo la propria posizione universitaria; soluzione che però, come avvenuto in passato anche quando Ferrucci era al vertice di Adisu, non si è concretizzata.
Ferrucci era stato nominato amministratore unico di Sviluppumbria nel maggio 2025 dall’assemblea dei soci, sulla base delle indicazioni della giunta regionale guidata da Stefania Proietti. L’incarico in precedenza era stato ricoperto da Michela Sciurpa. Per Palazzo Donini si apre ora in piena estate la partita per la nomina dei vertici di una delle partecipate chiave della galassia regionale.
Da Perugia rimbalza la notizia che a Gubbio è ripartita la richiesta a Stefania Proietti di affidare la presidenza a Leonardo Nafissi. I perugini rivelano che sarebbe lo stesso Nafissi a darsi da fare per ottenere l’incarico, dopo aver provato fin dal successo elettorali di Proietti alle elezioni regionali, anche se la lista di Sisti è stata un flop e non ha eletto nonostante l’ottimo risultato di Jacopo Cicci di Gubbio Città Futura. Nafissi – sostengono da Perugia – ha lavorato fin dal primo momento per sé e per ottenere la nomina per un posto remunerato, rivendicando una collocazione per il sostegno in campagna elettorale dopo che sullo stesso Nafissi e su Filippo Mario Stirati era stato posto il veto alla candidatura poiché ritenuti i primi responsabili della disfatta elettorale a Gubbio, consegnata alla destra dopo 78 anni.









































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