Era pronta per tornarsene a casa, martedì pomeriggio (29 settembre), dopo l’orario d’ufficio nell’apertura pomeridiana per l’utenza, al Cup dove c’è il punto prelievi di sangue nell’ex ospedale di piazza Quaranta Martiri. Tutto poteva immaginare meno di restare vittima di una tentata rapina in pieno giorno e in pieno centro.
Una piccola rampa a scendere, la porta lascia aperta per far passare un po’ d’aria e all’improvviso ecco entrare due giovani con la pelle mulatta, a volto scoperto e che parlavano un italiano approssimativo. La giovane addetta, di una ditta esterna all’Usl Umbria 1, aveva riposto molte cose, compresi l’incasso della giornata nella cassaforte, perché nel giro di un quarto d’ora, erano le 17:15, avrebbe chiuso tutto nell’andarsene.
I due le si sono presentati davanti la cassa delimitata da una vetrata e lei ha chiesto in cosa potesse essergli utile. Uno dei due a quel punto, mentre l’altro è rimasto in silenzio, è passato dall’altra parte e l’ha afferrata per il collo intimandole di consegnargli i soldi. Lei ha cominciato a strillare chiedendo aiuto, mentre veniva aggredita e stava passando dei momenti terribili perché veniva afferrata prepotentemente al collo riportando dei grossi lividi, che l’hanno poi costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso all’ospedale di Branca, con la prescrizione di un collarino per problemi a muovere il collo.
I due giovani quando hanno visto la ragazza strillare e hanno capito che non c’erano soldi da poter prendere hanno desistito e se ne sono andati in tutta fretta. La ragazza a quel punto ha dato l’allarme chiamando i carabinieri che hanno aperto le indagini, con la denuncia scattata contro ignoti. In quegli spazi dell’ex ospedale non ci sono videocamere, anche perché l’immobile è sottoposto a lavori di ristrutturazione per ospitare la Casa di Comunità, e allora i militari guidati dal capitano Pasquale Moriglia cercano altri elementi come gli eventuali filmati dalle telecamere della zona.
Per la giovane addetta uno spavento colossale e una vicenda senza precedenti anche per il Cup che mai era stato preso di mira in questo modo, soprattutto in pieno giorno. Lei ha confidato di aver temuto il peggio di fronte all’aggressività dei due giovani, intorno ai vent’anni, di cui pronto a tutto pur di arraffare un po’ di soldi quando l’ha afferrata per la gola pressando senza preoccuparsi di quanto potesse farle male, pur di intimidirla e di indurla ad accontentare lui e il suo complice rimasto impassibile davanti allo sportello.








































Veramente Gubbio sta diventando uno schifo…in preda a tutti sti schifosi!!!!
Vergogna…bisogna fare le ronde!!!