Tre eugubini in Lussemburgo: Daniele Anelli, Celestino Fecchi e Massimo Picchi cinture nere per una grande amicizia nel segno del karate

Arriva dal Lussemburgo la storia di Daniele Anelli , Massimo Picchi e Celestino Fecchi, tre figli dell’emigrazione eugubina, esempio di continuità, passione e amicizia. Le loro famiglie lasciarono Gubbio e le zone limitrofe negli anni ’50 per trasferirsi a Differdange dove sono sorte comunità italiane molto unite. È in questo ambiente che i tre si sono conosciute da bambini.

I loro genitori arrivarono con poco, spesso senza conoscere la lingua, ma con una determinazione che avrebbe segnato profondamente anche il percorso dei loro figli. “I nostri genitori ci hanno insegnato il valore dell’impegno e dell’umiltà – racconta Massimo Picchi -, sono qualità che ci accompagnano ancora oggi”.

I tre si incontrano da bambini nei quartieri popolati dalla comunità italiana, dove la solidarietà era una regola non scritta. Le famiglie si conoscevano, si aiutavano tra loro, e i legami nascevano quasi naturalmente.

Durante l’adolescenza, quasi per caso, hanno scoperto il karate, entrando nello stesso Karate Club Differdange per cominciare a frequentare il dojo con un entusiasmo crescente di settimana in settimana. Nessuno immaginava che quella scelta avrebbe influenzato tutta la loro vita. Con costanza e disciplina, i tre raggiungono il grado di cintura nera, un risultato che pochi mantengono per tutta la vita.

“Non è un traguardo tecnico – spiega Celestino -, è una responsabilità. Una cintura nera rappresenta ciò che sei, non solo ciò che sai fare”. Con il passare degli anni, hanno attraversato momenti di crescita personale e sportiva. Gli allenamenti sono diventati un punto fermo, una parte dell’identità di ciascuno. “Il karate ci ha insegnato a cadere e rialzarci – spiega Picchi -, ed è una lezione che vale in ogni aspetto della vita”.

I tre hanno affrontato anche periodi difficili, come infortuni o problemi personali, sostenendosi sempre a vicenda. “Sapevamo che qualunque cosa accadesse, gli altri due c’erano – ha raccontato Daniele Anelli -, questa è la vera forza della nostra amicizia”.

Oggi, superati i sessant’anni, la loro passione non si è affievolita. Continuano ad allenarsi regolarmente e, soprattutto, hanno assunto un ruolo fondamentale nel club: quello di formatori verso decine di bambini e giovani, trasmettendo i valori che li hanno accompagnati per tutta la vita. “Quando un ragazzo capisce che la forza non è aggressività ma controllo, allora sappiamo di aver fatto un buon lavoro”, dice Celestino Fecchi.

Il loro contributo non si è limitato all’aspetto sportivo. Sono diventati punti di riferimento anche sul piano umano: genitori, allievi e colleghi riconoscono in loro stabilità, competenza e disponibilità. “Non si tratta solo di insegnare tecniche – ha precisato Massimo Picchi -, ma di formare persone con un buon carattere. Questo è il vero obiettivo”.

Insieme, i tre sommano oltre cento anni di esperienza sul tatami. Una quantità impressionante di allenamenti, gare, corsi, viaggi e momenti condivisi. “È un patrimonio che cerchiamo di trasmettere ai giovani – dice Daniele Anelli -, il karate ci ha dato tanto: è giusto restituire qualcosa”,

Nonostante il loro radicamento in Lussemburgo, il legame con l’Umbria resta fortissimo. Ogni anno, più volte, tornano a Gubbio e nei luoghi d’origine per ritrovare parenti e amici, salutare i compaesani e mantenere vive le tradizioni tramandate dai genitori. “Quando torno in Italia – confida Celestino Fecchi -, mi basta scendere dalla macchina e guardare le colline per sentire che lì c’è una parte di me che non è mai andata via”.

La loro storia è un ponte tra due mondi: la terra che ha dato loro le radici e il Paese che ha dato loro un futuro. È la dimostrazione che l’emigrazione non spezza i legami, ma li trasforma e spesso li rafforza. Tre bambini cresciuti lontano da casa, tre uomini che hanno portato l’Umbria nel cuore e sul tatami per tutta la vita. Tre cinture nere, tre percorsi diversi, una sola storia fatta di amicizia, passione e identità che resiste al tempo.