Si moltiplicano gli attacchi e le richieste di verifica nei locali di via Saffi 2/C che ospitano il Circolo Lenin di Gubbio del Partito Comunista Italiano, la cosiddetta “scuola Radicchi” e l’associazione 21 Gennaio oltre a una specie di “dormitorio”, abitazione ed “emporio”.
È ricomparso un misterioso “cartello” sulle vetrate dei locali la cui destinazione d’uso dovrebbe essere controllata dal Comune che peraltro finanzia da anni le attività portate avanti all’interno, dapprima con la Giunta Stirati e ora con la Giunta Fiorucci. Quel misterioro “cartello” sarebbe stato più volte rimosso per poi ricomparire. Il condizionale è d’obbligo in una vicenda da monitorare, sopratuttto alla luce delle continue segnalazioni sulla situazione all’interno di quegli spazi.
Fabio Sebastiani, segretario del Pci, “rettore-preside” della cosiddetta “scuola Radicchi” e factotum della sede, ha reagito con stizza alle critiche e anche alle notizie certificate di vivogubbio.com (l’attacco alla stampa libera è un classico da quelle parti), annunciando sui social di essersi stancato e pronto a fare un passo indietro rinunciando a presentarsi nella sede di via Saffi. Ma anche oggi (martedì 24 luglio) sono comparse delle foto dello stesso Sebastiani con bambini extracomunitari. continuando a sollevare dubbi relativamente alla tutela dei minori e la privacy.
Ha reagito in modo netto alle ultime notizie su video e foto postate sui social con i bambini extracomunitari che sembrano rientrare in una strategia comunicativa per attrarre attenzioni e anche eventuali finanziamenti pubblici e privati, come avviene ormai da anni.
Ci sono diffuse reazioni alle osservazioni sull’opportunità di ricorrere a “spot promozionali” utilizzando i minorenni, anche rispetto alle rigorose normative sulla tutela dei minori e della privacy.









































Il nostro “eroe” non se ne andrà mai, il piagnisteo è la base su cui si fonda la sua azione “politica”.
Anche questi articoli, dal mero punto di vista del consenso e dell’immagine, portano al vate di Via Saffi più simpatia che altro.
E mentre lui piange, piange, piange, annunciando chiusure ben sapendo che i soldi del comune sarebbero arrivati a sorreggerne il giocattolo nessuno, in questa città di gente che nasce vecchia e quindi non cresce mai, si domanda come sia possibile che una tale concentrazione di “irregolarità” continui non solo ad esistere ma a prosperare. I suoi amici che letteralmente occupano questa o quella scrivania “pubblica” non si risparmiamo in sperticati elogi, spericolate difese ed intemerati attacchi a chi osa sussurrare, a voce bassissima :”scusate ma…”.
Sebastiani è un vecchio democristiano.
Con tutto il rispetto che un vecchio comunista come me porta ai rivali di un tempo.
…ma la domanda che ancora non ha risposta è: che lavoro fa questo soggetto?
tabaccheria di famiglia.
sarà………………..
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