Vie e strade sopraffatte da buche e avvallamenti: una sentenza con risarcimento ad Arezzo autorizza gli eugubini a chiedere giustizia

Non è un mistero che da anni Gubbio è prigioniera di buche e avvallamenti che rendono particolarmente pericolose vie e strade del centro storico e della periferia. Gli eugubini continuano a rischiare, segnalare e denunciare per i troppi rischi che quotidianamente si corrono, con il Comune che fa interventi col contagocce per fronteggiare la situazione.

Per gli eugubini un segnale forte arriva da una vicenda che riguarda il Comune di Arezzo, costretto a risarcire con oltre 20.000 euro complessivi tra risarcimento e spese un uomo di 50 anni, addetto nel settore della sicurezza privata che stava passeggiando in via Romana, diretto verso il centro storico, quando è finito in una buca sul marciapiede non segnalata, fratturandosi un piede che l’ha costretto per diverso tempo a non lavorare e a rinunciare ai propri hobby, senza neanche poter guidare l’auto.

Il Comune toscano ha cercato di difendersi in tutti i modi, ma alla fine il tribunale gli ha dato torto perché doveva sorvegliare. La vicenda risale al 25 luglio 2022 e l’uomo è rimasto vittima di una frattura del quinto metatarso del piede sinistro, con distacco di frammento osseo. Cure, gesso, stampelle e fisioterapia per quattro mesi, fino alla guarigione certificata soltanto a fine novembre di quell’anno.

La causa è stata intentata al Comune come custode di quel marciapiede, ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile. “Ha omesso la manutenzione”, ha denunciato l’uomo. Il Comune se l’è presa con i lavori per la fibra ottica, sostenendo inoltre che la buca era visibile e l’uomo si sarebbe distratto, fino a giudicare eccessiva la sua richiesta danni.

La buca non era segnalata e i documenti comunali hanno evidenziato che dal gennaio 2021 il Comune di Arezzo aveva ripreso la custodia del marciapiede dopo i lavori per la fibra ottica. Il giudice del tribunale ha dato ragione al pedone, disponendo il risarcimento di 7.400 euro per il danno biologico, 1.500 per il danno morale, altri 4 per la perdita reddituale non avendo lavorato, più un migliaio tra spese mediche e personalizzazione del danno, a cui aggiungere 5.000 euro di spese legali e 800 euro per una per la consulenza tecnica.