Nel bilancio comunale ci sono gli incassi dalle multe stradali e fin qui le previsioni della Giunta Fiorucci sono inferiori agli introiti reali. Così è in arrivo un giro di vite per monetizzare quanto più possibile e recuperare risorse economiche.
La Polizia Municipale è pronta a scendere in strada, dal prossimo 4 febbraio, per dare una mano utilizzando un moderno e tecnologico “Trucam telelaser hd Eltraff”.
Non è uno strumento di prevenzione ma di repressione per elevare multe senza pietà e rimpinguare le asfittiche casse comunali, soltanto gli analisti e i commentatori improvvisati, chissà se anche plagiati, non lo capiscono.
Il telelaser è stato consegnato ai vigili urbani per colpire in modo indiscriminato. Poco interessano le informazioni tecniche e sul funzionamento.
Questo strumento, a differenza dell’autovelox, permetterà ai vigili urbani di rilevare la velocità dei veicoli e le eventuali infrazioni all’articolo 142 del Codice della strada fino a una distanza di 1,2 chilometri, con contestazione immediata e strumento sempre operativo anche nelle fasi di verbalizzazione.
Non è vero che fungerà da strumento di prevenzione degli incidenti stradali ma servirà esclusivamente per tendere “agguati legalizzati” mirati a rilevare le violazioni al Codice della strada con la conseguenza delle multe per rastrellare a destra e manca.
La Giunta Fiorucci si è fatta un regalo per il 2026: mettere le mani nelle tasche dagli automobilisti per risolvere i problemi di bilancio.



































Okkio che i missili russi agganciano i laser e colpiscono la sorgente 😁
Unico strumento efficace è il Tutor, autovelox e telelaser sono strumenti da asilo infantile, da almeno 45 anni non riescono a farmi una multa, da quando in due sul px 125 andavo in salita per la via dei consoli ed il giovane tutore dell’ordine, per farsi bello con un gruppo di ragazze presenti, voleva multarmi per eccesso di velocità, al mio invito a prendere il mezzo con il mio passeggero e partire dalla piazza di San Martino per vedere se il vespone arrivava a 50 km orari cambiò l’imputazione a guida pericolosa, il suo collega anziano fece spallucce al mio sguardo interrogativo facendo un triste sorriso, da allora giurai a me stesso che non avrei preso più multe per la vita, così è stato, per quanto mi riguarda con il telelaser possono farci la depilazione.
Egregio dottor Boccucci, mi è strano che un giornalista così valido come lei non sappia che i “vigili urbani” sono stati abrogati nel lontano 1986, non so dove legga ancora la locuzione “vigili urbani” su livree dei veicoli e divise oppure sbaglio? almeno che non si cela un astio prevenuto e dispregiativo per tutta la categoria della Polizia Locale utilizzando il suddetto termine. Siccome in moltissime realtà la Polizia Locale si occupa di droga, abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi, reati predatori, violenza di genere e molto altro, tra le mission istituzionali vi è anche la sicurezza stradale ed il rilievo di incidenti. Nell’interland eugubino si sono registrati di sovente incidenti gravissimi dovuti generalmente ad alta velocità e sorpassi azzardati. Se per lei è fare cassa parli pure, visto che è un giornalista, con i parenti dei morti e con coloro che hanno subito lesioni gravi o gravissime. Un caro saluto. Un suo appassionato lettore
Ma tutta sta polemica perché uno utilizza la parola vigile urbano. Ci sono una marea di film dedicati ai vigili con Maurizio Mattioli, Lino Banfi, senza dimenticare i soliti ignoti del 1958. E che diamine w i Vigili Urbani
Se ci sono le norme vanno rispettate….se devi andare a 30 non puoi andare a 70.
E cominciamo a controllare i motorini che sono tutti fuori legge con un rumore della madonna.
La ringrazio per il modo garbato con cui si rivolge a me, e vorrei fare altrettanto con lei. Credo che firmare con nome e cognome per ogni piena riconoscibilità, come faccio io, sia un segno di trasparenza e assunzione di responsabilità. Fatta questa doverosa premessa, lei pone una questione di lana caprina: vigili urbani è un’identificazione utilizzata da sempre, anche dai massimi livelli istituzionali. Così come, non le sfuggirà, vengono tuttora chiamati presidi, primari e bidelli – per esempio – i dirigenti scolastici, dirigenti medici di secondo livello e collaboratori scolastici senza che ad alcuna venga neppure pensato che siano interpretati, come fa lei, come “astio prevenuto e dispregiativo”. Confido di essere stato esaustivo. Mi sento, in conclusione, di dare a lei come a ogni altra persona che interviene sul web una indicazione utile: perché non firmare con il proprio nome e cognome gli interventi sul web? La Polizia Postale fornisce su richiesta motivata ogni autore di interventi pubblici sulla rete e dunque non firmarsi non vuol dire mantenere l’anonimato.
Cordialmente.
Massimo Boccucci
Gentilissimo, non capisco perché tirar in mezzo la polizia postale, il mio nik è una pura scelta personale. Aveva ragione se l’avessi volutamente insultata, diffamata o creato una qualche tipo di turbativa. Ho espresso solamente una personale opinione nel merito dell’articolo e qualora si fosse sentito offeso dalla mia critica le chiedo scusa. Se vuole posso anche cancellare i commenti, a me non cambia nulla.
Tuttavia, mi permetto se non reco offesa, che la locuzione da lei utilizzata “vigili urbani” non è per nulla utilizzata ai massimi livelli istituzionali, poiché se lo fosse sarebbe un errore data la normativa evoluta dal 1986 nonché integrata dalle leggi regionali alle quali assegnano al personale di Polizia Locale molti più oneri e qualifiche rispetto a ciò che furono i vigili urbani di una volta, anche se il datore di lavoro rimane il Sindaco, ma oltre al Sindaco, la Polizia Locale è sottoposta alle disposizioni dei Sigg. Prefetto e Questore e all’Autorità Giudiziaria. Le auguro una buona giornata. Cordiali saluti.
Cortesissima (vorrei poterla chiamare per nome), temo di essermi spiegato male o forse non ha colto il senso del mio scrivere. Non ho scritto che lei ha offeso qualcuno, altrimenti è ovvio che ci sono gli strumenti di tutela legale anche nei confronti di chi dovesse offendere pur celandosi dietro un apparente anonimato. Ho semplicemente scritto che metterci la faccia, e dunque firmarsi, è segno di trasparenza e aggiungerei di civiltà: lei, per esempio, si rivolge a me e nessuno sa chi è lei (me compreso). Quanto alla sua sottolineatura, non è un problema di mansioni e funzioni: anche il preside, il primario o il bidello non sono più quelli di una volta, ma non per questo è un errore (né tantomeno un’offesa) chiamarli come si è sempre fatto. Questo sistematico cambiare la lingua italiana, talvolta per perbenismo di facciata o tanto per farlo immaginarlo di modernizzare qualcosa che non è mai antico, è una “violenza” più che un arricchimento. Dunque, nessuna deminutio del ruolo, ma una identificazione che è nell’uso comune. Il corpo a cui i vigili urbani è il corpo di Polizia Locale, che però se entra nel sito del Comune di Gubbio – per esempio – troverà ancora denominata Polizia Municipale. E anche questo non è sostanzialmente un errore. Ricambio l’auguro di buona giornata. Cordiali saluti. Peccato non sapere a chi mi rivolgo.