Sono tutti d’accordo nel contrastare l’energia eolica, da destra a sinistra: spaventano i politici eugubini tutti d’accordo, sempre più scarsi e buoni solo a vietare senza trattare soluzioni che possano conciliare più esigenza. La Giunta Fiorucci continua a inseguire la sinistra che da una parte parla di energie rinnovabili e dall’altra cavalca i tarli ambientalisti. Ormai non c’è differenza tra militanti di un partito o di uno schieramento e l’altro.
La proposta che dichiara di notevole interesse pubblico e prospetta dei grossi vincoli paesaggistici sull’area dei “Sacri Monti di Gubbio” è stata approvata dalla Giunta Fiorucci che ha dato mandato al Settore territorio e ambiente di trasmettere tutta la documentazione alla Regione affinché possa essere avviato il procedimento.
L’iniziativa s’inserisce nella questione aperta negli ultimi mesi sui progetti di impianti eolici previsti nel territorio comunale. Complessivamente le proposte presentate riguardano una trentina di aerogeneratori, con strutture alte fino a 200 metri. I due interventi principali sono denominati Gubbio Nord, con 9 pale e una potenza prevista di 64,8 megawatt, e Gubbio Sud con 5 pale e una potenza di 36 megawatt, ai quali si aggiungono altri progetti nelle aree di Monteleto e della Contessa.
A supporto della proposta di tutela c’è una relazione tecnico-paesaggistica di 20 pagine, redatta dall’architetto Bruno Mario Broccolo, corredata dalla relazione illustrativa a firma dagli architetti Francesca Rogari e Luigi Rosati, oltre che da una dettagliata documentazione fotografica e cartografica. Nel dossier il territorio viene descritto come un unicum nel quale storia, cultura, natura e paesaggio costituiscono un sistema inscindibile.
La relazione ricostruisce l’evoluzione di Gubbio dalle origini umbre fino alla città medievale, richiamando il ruolo del monte Ingino, della basilica di Sant’Ubaldo, del Teatro Romano, delle Tavole Eugubine e degli altri principali monumenti e luoghi simbolo. La sostanza sta nell’analisi paesaggistica: secondo i tecnici, il comprensorio conserva ancora oggi un equilibrio costruito nei secoli tra rilievi montani, boschi, aree agricole, nuclei storici e percorsi naturalistici, un patrimonio che sostiene anche il turismo, gli agriturismi e l’economia rurale e che rappresenta uno degli elementi identitari più forti della città. La relazione richiama i principali sistemi naturalistici e paesaggistici già riconosciuti dagli strumenti di pianificazione regionale, al fine di segnalare alla Regione l’opportunità di procedere alla dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area, in ragione dei rilevanti valori paesaggistici, storici, naturali e identitari.
I siti di interesse comunitario (Sic) sono i boschi di Montelovesco-monte delle Portole, boschi del bacino di Gubbio, boschi e pascoli di Fratticiola Selvatica, Serre di Burano. Le quattro aree coprono 3.721 ettari, pari al 7,1 per cento del territorio comunale. Richiamata, inoltre, l’area di particolare interesse naturalistico posta a monte del capoluogo e il sistema delle aree agricole della piana compresa tra Branca e Mocaiana. I paesaggi identitari del Piano paesaggistico regionale sono Bocca Serriola, boschi di Pietralunga, monte Cucco, paesaggio eugubino. All’interno del paesaggio eugubino sono richiamati la basilica di Sant’Ubaldo, monte Foce, monte Ingino, monte Ansciano, quinta appenninica, via Eugubina, Gola del Bottaccione, acquedotto medievale, Teatro Romano, conca Eugubina, valle del Chiascio, Forre del Rio Grande, monastero benedettino di Santa Maria, sistema dei castelli con Castel d’Alfiolo e castello di Colmollaro.









































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