“Vite in Moto: disabilità e libertà oltre le barriere”: incontro al centro servizi Santo Spirito con il ministro Alessandra Locatelli

Il centro servizi Santo Spirito

Il ministro per la Disabilità del governo Meloni, Alessandra Locatelli, a quasi un anno dal primo G7 dedicato alla disabilità che ha portato alla stesura della cosiddetta Carta di Solfagnano, torna per un appuntamento che intreccia riflessione istituzionale, esperienze sociali e prospettive legislative. L’incontro, intitolato “Vite in Moto: disabilità e libertà oltre le barriere”, si tiene mercoledì 10 settembre 2025 alle ore 15.30 presso il centro servizi Santo Spirito, promosso dalla Fondazione Motoracing Alessio Gigli #97.

Il convegno è un momento di confronto tra istituzioni, enti del terzo settore, associazioni e cittadini, per fare il punto sulla riforma in materia di disabilità, regolata dal Decreto legislativo numero 62 del 2024, e sulla sperimentazione avviata nella Regione Umbria. Al centro anche le ricadute concrete nei campi del lavoro, dello sport e dell’inclusione, con un’attenzione alle prospettive future e alle buone pratiche già in corso.

Accanto al ministro Locatelli sono attesi gli interventi del sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci, il presidente della Regione Stefania Proietti, e Paola Fioroni, referente del ministero per le unità di supporto territoriali in Umbria, il dirigente regionale Valentina Battiston responsabile per la programmazione della rete dei servizi sociali, e il direttore generale Riccardo Sollini della Comunità di Capodarco dell’Umbria.

Prevista anche la partecipazione dei responsabili della Cooperativa sociale Bottega Azzurra, di Agol Officina di Leonardo, dell’associazione Famiglie Alto Chiascio, oltre al direttore sanitario dell’Istituto Serafico di AssisiMassimo Vallasciani, e al professor Raffaele Prisco, consigliere federale e coordinatore della direzione tecnica della Federazione motociclistica italiana.

Uno spazio specifico viene dedicato alla Legge 210 del 16 dicembre 2024, che ha introdotto il riconoscimento e la promozione della mototerapia. Testimonianza di Emiliano Malagoli, presidente dell’associazione Di.Di. – Diversamente Disabili, per il racconto di come la pratica sportiva, in particolare il motociclismo adattato, possa contribuire a superare barriere fisiche e sociali, aprendo percorsi di libertà personale e collettiva.

Il presidente della Fondazione Motoracing Alessio Gigli ha sottolineato che l’incontro offre l’occasione di scambio di esperienze tra persone con disabilità, famiglie e professionisti del settore, favorendo la condivisione di buone pratiche e la costruzione di nuove collaborazioni. Per le realtà associative del territorio umbro sarà anche un momento per riportare all’attenzione delle istituzioni problematiche e richieste già presentate in precedenti incontri con la ministra e con le amministrazioni locali.

Secondo quanto ricordato dalla Fondazione promotrice, lo sport rappresenta uno strumento di crescita e inclusione, capace di rafforzare la consapevolezza delle proprie capacità, aumentare l’autostima e contrastare l’isolamento sociale. L’attività sportiva, viene ribadito, non è soltanto un esercizio fisico, ma un mezzo che permette di mostrare come le differenze possano trasformarsi in risorse per la comunità.

La finalità del convegno, ha aggiunto il presidente della Fondazione, è quella di favorire un dialogo diretto tra istituzioni e associazioni, riducendo le distanze che spesso sembrano rendere difficile il confronto. L’intento è garantire un incontro “alla pari” tra chi esprime richieste e chi è nelle condizioni di tradurle in provvedimenti o sostegni concreti.

La presenza del Ministero per le Disabilità, attraverso l’impegno della titolare Alessandra Locatelli, insieme al contributo delle istituzioni locali e delle realtà del terzo settore, conferisce all’iniziativa un valore strategico nella prospettiva di consolidare politiche inclusive e interventi mirati in Umbria e a livello nazionale.

L’appuntamento di Gubbio si inserisce così in un percorso che mira a rafforzare la cooperazione tra istituzioni, società civile e famiglie, con lo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e di rendere più solide le reti territoriali a sostegno dell’autonomia e della partecipazione sociale.