Vittorio Fiorucci ha celebrato sui social i due anni da sindaco: “Molto è stato avviato, molto resta da fare”. Luci e ombre dall’elezione tra i danni della sinistra

Il gruppo di Vittorio Fiorucci dopo la vittoria elettorale il 24 giugno 2024
Il sindaco Vittorio Fiorucci con un post sui social ha ricordato le elezioni del 2024 e il ballottaggio che, nella sfida con l’onorevole Rocco Girlanda, l’ha visto eletto il 24 giugno con la sinistra per la prima volta in 78 anni fuori dal potere senza neanche arrivare al duello per la lotta intestina tra Alessia Tasso e Leonardo Nafissi. Fiorucci è stato spinto dai simboli dei partiti Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia anche se a tirare sul campo è stata la lista Gubbio Civica che poi in Consiglio Comunale si è spaccata con quattro fuoriusciti che hanno dato vita a un altro gruppo consiliare. A sinistra invece Tasso ha pagato pesantemente il ticket con il sindaco uscente Filippo Mario Stirati che dopo un secondo mandato pieno di ombre tra risultati politici-amministrativi molto scadenti ha pensato soltanto a darsi un futuro politico per l’ambizione di candidarsi alle regionali e provare a essere eletto a palazzo Cesaroni. Tasso ha pagato anche la “vendetta” politica di Nafissi che non aveva appoggiato nel 2019 quando a sorpresa i LeD-Liberi e Democratici l’hanno candidato alle regionali ma è rimasto fuori per poco e ha addossato a lei la responsabilità del mancato “Bingo” politico (un posto in Consiglio Regionale vale un ruolo di peso e anche se non soprattutto 9.300 euro lordi al mese).
I primi due anni di Fiorucci sono stati caratterizzati da scelte, anche in Giunta, che non hanno ripagato granché tra ripescati dalla Prima Repubblica oltretutto nel campo della sinistra (per esempipo Spartaco Capannelli ha amministrato già nel 1997 con lo stesso assessorato all’Urbanistica retto ai tempo della sinistra con Ubaldo Corazzi sindaco) o da percorsi politici agli antipodi (Paola Salciarini veniva dai 5 Stelle). Per il resto è stato applicato il manuale Cencelli nella ripartizione tra partiti e Gubbio Civica ha fatto la parte del leone, ancora di più dopo la spaccatura se è vero con che tre soli consiglieri conta quattro assessori, il presidente del Consiglio Comunale e pure il presidente della Casa di Riposo Mosca (un’incetta di carica che non trova precedenti in rapporto al peso). L’unica scelta tecnica di profilo è stata fatta da Fiorucci con Lucia Rughi ai servizi sociali per l’alto profilo anche d’esperienza nel settore, ma l’esperienza non è durata molto visto che si è chiamata fuori non convidendo troppe cose e non è stata neanche sostituita dal momento che Fiorucci ha conservato la delega in un settore che non ha neanche il dirigente (Raoul Caldarelli è andato in pensione e ha preso l’interim il segretario generale Roberto Gamberucci) e perde un dipendente per il passaggio ad altro ente.
Al sindaco viene fatto notare ripetutamente che fin qui ha inseguito troppo il predecessore Stirati anche su scelte che si sono rivelate disastrose, come la gestione dei cantieri di piazza Grande (il salnitro peggiora l’impatto) e piazza Quaranta Martiri tra disagi per le lungaggini, costi (non sono bastati i 5 milioni del Pnrr perché si è dovuto attingere ai bilanci comunali per circa 900mila lire), le prime disfunzioni (cedimenti della resina), l’ornato (orribili i dissuasori posti) e la gestione complessiva con i commercianti della zona infuriati per aver trasformato l’ingresso della città in uno spazio chiuso sempre più desertificato.
Fiorucci ha commentato sui social, con la foto di gruppo della notte del 24 giugno 2024 dopo l’elezione, l’anniversario del suo successo elettorale: “Due anni fa i cittadini di Gubbio mi hanno affidato l’onore e la responsabilità di guidare la città. È stato un mandato importante, nato da una scelta chiara e da una grande domanda di cambiamento, dopo una lunga stagione politica e amministrativa. In questi due anni ho cercato di servire Gubbio con serietà, presenza e rispetto: ascoltando, decidendo, affrontando difficoltà, assumendomi anche il peso delle scelte meno semplici. Molto è stato avviato. Molto resta da fare.
La macchina comunale, i servizi, le opere pubbliche, la mobilità, il sociale, la cultura, la tutela della nostra identità e del nostro territorio richiedono lavoro quotidiano, metodo e responsabilità. Gubbio è una città straordinaria, ma non può vivere solo della propria bellezza e della propria storia. Deve custodire le sue radici e, allo stesso tempo, prepararsi al futuro con coraggio, ordine e visione. Ringrazio chi mi ha dato fiducia, chi mi sostiene, chi lavora ogni giorno per la città e anche chi, con spirito leale e costruttivo, ci richiama a fare meglio. Avanti, con umiltà, determinazione e amore vero per Gubbio”.