A rischio l’edizione 2026 del Wonderlast Festival, straordinario evento dell’estate eugubino capace di richiamare migliaia di persone, soprattutto giovani, in una due giorni con musica e ospiti speciali.
Sui social è comparso ieri (martedì 4 novembre) un lungo intervento di Giordano Babucci, direttore artistico della rassegna che ha visto quattro edizioni una migliore dell’altra.
“Non sono solito a scrivere certe cose sui social, ritenendoli ormai un mezzo di lamentela continua e sterile nel 99% dei casi ma oggi mi sento di doverlo fare, soprattutto per spiegare alcuni punti che riguardano la mia professione. Oggi siamo stati in una delle aziende più importanti del nostro territorio per provare a far capire l’importanza di sostenere un’attività come la nostra da parte delle grandi aziende della città, e l’amministratore delegato ci ha ascoltato con molta attenzione e gentilezza ma facendoci capire che non rispettavamo i principi e valori che rappresenta la loro azienda. All’inizio sinceramente non capivo il motivo, poi ci ha spiegato nello specifico quali sono le motivazioni legate a quella affermazione. Gli era stato riferito (non era mai stata a Wonderlast quindi ha dovuto ascoltare voci esterne) che all’interno di Wonderlast girano cose “strane”, che è un ambiente direi quasi pericoloso e dalla descrizione fatta sembrava si parlasse di una specie di rave illegale senza controllo ne regole, oltre che l’evento che lasciava più sporca la città. In passato da altre voci (ancora più assurde) mi era stato riferito che Wonderlast non porta nessun beneficio agli eugubini e a Gubbio in generale. So che metterci la faccia mi farà risultare forse arrogante e antipatico (cosa che non sono), ma è necessario far capire alcune cose, perchè una bugia detta tante volte rischia di diventare verità e sono un pò stanco delle falsità gratuite ed ingiustificate che girano dietro ad un evento del genere. Partendo dal presupposto che Wonderlast è un evento autofinanziato da 3 soci privati, con l’aiuto preziosissimo di grandi aziende del territorio e piccoli sponsor privati che, nonostante tutto, coprono appena un-sesto dell’investimento totale. Il rischio di impresa è altissimo, la fatica dura 365 giorni l’anno e delle volte la si fa solo per la grande passione e amore per il settore che c’è dietro, perchè non sono ritmi umani quelli che in determinati periodi questo lavoro ti fa fare. Io credo che il problema sia che ogni cosa che inizia a funzionare si attiri delle invidie e cattiverie gratuite che non stanno ne in cielo ne in terra (e visto che non si parla di soldi pubblici ma privati non capisco nemmeno il senso anche se queste cose fossero vere, dato che se una cosa non piace si può semplicemente ignorare). E invece mi sono trovato a dover giustificare più e più volte cattiverie gratuite (ripeto) e completamente inventate dette contro (e qui uso un pò di arroganza) l’evento musicale più importante della storia di Gubbio (lo dicono i dati non io). Ho girato festival in tutta Italia e all’estero e continuerò a farlo, e pochissime volte si trova un organizzazione che cerca di guardare il dettaglio fino a questo livello. Ma se non si capisce con le parole, parliamo di dati: 9.000 presenze in 2 giorni; 18 regioni toccate su 20 (mancano all’appello solo partecipanti dal Molise e dalla Valle d’Aosta); hotel quasi sold out in tutto il territorio; ristoratori che ci ringraziano per aver reso vivo un periodo morto del calendario eugubino (luglio); servizi nazionali su Italia 1, Canale 5, gruppo Rtl 102.5 come radio partner, Cola Cola tra i sponsor principali e menzioni sulle più importanti riviste nazionali di settore dove ci menzionano tra i piccoli festival meglio organizzati in Italia. E ancora c’è chi sostiene che una manifestazione simile (che è ogni anno in crescita numerica e mediatica) non porti benefici a Gubbio e agli eugubini? Siamo seri? Punto numero 2: Wonderlast fa della sicurezza e dell’ambiente sereno e familiare quello che è praticamente il suo credo principale. Non è strano trovare il nipotino di 5-6 anni a spasso con il nonno. Mi ricordo soprattutto l’edizione con ospite Mr.Rain piena di bambini e famiglie. Si sente in giro in ogni parte d’Italia di accoltellamenti, di risse continue, di generazione allo sbando che non sa più divertirsi. Come si fa a parlare di Wonderlast come di un evento non sicuro o peggio dove girano cose strane? E’ uno degli eventi più sicuri e controllati a cui ho mai partecipato, con una sicurezza che nemmeno ad un concerto da stadio si trova, con un personale di sicurezza assunto anche oltre a quello che per legge dovremmo avere, proprio per quanto teniamo a questo aspetto che trattiamo con una cura maniacale. Le risse sono praticamente pari a 0 se consideriamo i partecipanti, siamo stati uno dei pochissimi festival (grazie all’aiuto e alla collaborazione della sicurezza e dei carabinieri di Gubbio) a individuare ed arrestare chi ha rubato alcune collanine d’oro (cosa che succede ovunque e proprio per questo in molti festival è addirittura vietato portarle), e siamo da sempre schierati in maniera attiva sia personale che lavorativa contro l’uso di ogni droga andando anche a collaborare con tante entità del territorio che combattono queste ed altre problematiche giovanili. Non sto a elencare le forze dell’ordine presenti in divisa e in borghese e impiegate all’interno e all’esterno del perimetro del festival ma vi assicuro che potete girare molti festival e concerti e raramente troverete qualcosa di simile. L’edizione 2026 è già a rischio, e stiamo facendo veramente di tutto per renderla possibile ma delle volte mi chiedo se ne valga la pena. Siamo pieni di offerte che arrivano da fuori, da privati e non solo. Persone che hanno capito il potenziale e l’impatto sul territorio che può avere una manifestazione simile: Roma, Siena, Cattolica sono solo alcune delle realtà che ci hanno cercato insistentemente per esportare il nostro evento. Ci siamo opposti respingendo anche offerte che quasi nessuno avrebbe rifiutato per rimanere nella nostra città, per far crescere Gubbio anche sotto questo punto di vista. Se Wonderlast dovesse partire da Gubbio, siamo sicuri che poi non verrebbe rimpianto? Siamo cosi sicuri che non porti benefici alla città o agli eugubini? Perchè bisogna perdere tutto questo, perdere una squadra composta da eugubini che sul campo ha dimostrato di essere forte nel proprio lavoro e innamorata della città per farla crescere altrove? Perchè un progetto che funziona, anziché essere sostenuto viene messo in cattiva luce soprattutto parlando di cose completamente inventate? Vi lascio con queste domande che io stesso mi pongo e spero nessuno di noi dovrà fare nei prossimi anni minimo 2-3 ore di macchina per partecipare ad un evento che non è nemmeno paragonabile a tutto quello che Wonderlast a oggi già è e rappresenta. Potrei fare come molti eugubini che hanno fatto fortuna altrove con le proprie idee e competenze ma mi auguro di cuore, nonostante tutto, che non sarò mai costretto a farlo”.






































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