Zona industriale di Padule tra problemi e incuria: gli imprenditori si mobilitano. Vogliono un incontro con il sindaco Fiorucci

L'area industriale di Padule

La zona industriale di Padule versa in condizioni critiche e gli imprenditori di un’ottantina di imprese, con circa 900 persone occupate, rilanciano l’esigenza di consistenti investimenti pubblici sul fronte della sicurezza stradale, le condizioni dell’asfalto, l’illuminazione, la mancanza di segnaletica e marciapiedi, fino alla fatica di collegarsi con la fibra ottica e al generale stato di incuria e abbandono come testimoniano le radici delle piante che sollevano l’asfalto anche di 30-40 centimetri in alcuni tratti.

Questa zona, la più grande del vasto territorio e il secondo sito produttivo dopo i due cementifici, è al momento inaccessibile a piedi e sprovvista di mezzi pubblici. Alcune strade sono di proprietà comunale, altre del Consorzio nazionale strade industriali che risale al 1979 ed è in liquidazione. La faccenda viene rilanciata, dopo anni di pressioni che non hanno prodotto risultati concreti, ricordando anche quando al tempo di Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli sindaci le imprese chiesero invano la possibilità di espandersi.

Oggi frenano i bilanci comunali, senza aver pensato fin qui a sinergia tra pubblico e privati. In un incontro a Padule, promosso dal movimento civico Città Futura (ha presentato un’interpellanza) con i consiglieri comunali Leonardo Nafissi e Jacopo Cicci, si è parlato pure di un parco fotovoltaico che potrebbe favorire aree verdi, piste ciclabili, marciapiedi e punti ricreativi per i dipendenti.

“Conoscere è fondamentale per agire – ha detto Nafissi -, a Padule molte aziende hanno investito nel proprio futuro ed è difficile credere che questa zona possa accogliere imprese di alto livello nelle condizioni in cui si trova attualmente. Convivono storiche aziende, che continuano a investire, accanto a nuove realtà manifatturiere che stanno sorgendo”.

Si punta su un piano di riqualificazione e rilancio, compresi i collegamenti con mezzi pubblici, attraverso gli investimenti. “A Gubbio assistiamo al paradosso – ha evidenziato Nafissi – che realtà industriali si stanno insediando tra le abitazioni e questo non va bene. Vanno ripensate tutte le aree produttive presenti sul territorio”.

C’è la volontà degli imprenditori della zona di tenersi lontani dai risvolti e le bandiere politiche per andare alla sostanza delle problematiche. “Dobbiamo essere uniti – ha spiegato l’imprenditore Stefano Pierotti – e chiedere un incontro al sindaco Vittorio Fiorucci. Vorremmo sapere se nel bilancio comunale sono previsti investimenti a favore della zona industriale di Padule. Noi siamo imprenditori vecchio stampo, attivamente impegnati in primissima linea nelle nostre aziende”.