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Caso Coppiolo, la Giunta Stirati: “Avevamo proposto una casa alternativa”. Bruno Cerbella: “Non è vero”

L'area della Caritas nella zona del Coppiolo

 

La Giunta Stirati difende l’ordinanza con cui il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, ha disposto lo sgombero immediato di un prefabbricato da decenni abitato da Bruno Cerbella nell’area dell’Aratorio Familiare della Caritas nella zona del Coppiolo. Domani scade l’ultimatum per lo sgambero (tre giorni dalla notifica di martedì’ scorso) ma Cerbella non intende muoversi avendo impugnato la delibera e sporto denuncia. “Siamo a conoscenza da tempo – scrive la Giunta Stirati – che c’era una situazione da affrontare sulla presenza di alcuni prefabbricati nei pressi dell’area del Comune concessa in convenzione alla Caritas per la realizzazione di un progetto di accoglienza sia per famiglie e bambini, che di adulti in condizioni di fragilità. La stessa Caritas in più occasioni ha segnalato la necessità di intervenire al fine di risolvere lo stato di degrado e di pericolosità igienico-sanitaria legata alla presenza dei tre prefabbricati, due dei quali già smaltiti”.

BRACCIO DI FERRO. La Giunta Stirati riferisce che l’Usl ha attestato formalmente la presenza di danneggiate coperture in eternit che rilasciano fibre di amianto, con conseguenti rischi per la salute pubblica. Il fatto che uno di questi prefabbricati sia abitato da tempo, ha indotto il Comune, tramite i servizi sociali e in collaborazione con la Caritas, a prospettare in più occasioni a Cerbella le soluzioni alternative, sempre rifiutate. Ma Cerbella e il legale di fiducia, Francesco Gagliardi, negano questa ricostruzione evidenziando il fatto “che se fossero state proposte delle alternative avrebbe dovuto essere riportate nell’ordinanza comunale, cosa che invece non c’è”. Sulla vicenda, sollevata ieri dal Messaggero, è intervenuto con un’interpellanza urgente il gruppo consiliare della Lega con Stefano Pascolini, Angelo Baldinelli e Michele Carini: viene chiesto a Stirati “perché non si sia trovata una soluzione alternativa prima dello sgombero e con quale criterio si concede accoglienza a stranieri e non a un cittadino eugubino indigente”.

La Giunta Stirati parla di “tutela degli interessi generali, compresi quelli del soggetto interessato” e di “atto dovuto oltre che di forte responsabilità. Nessuno viene lasciato per strada e questo è dimostrato anche dalle nostre costanti ed efficaci politiche abitative. Riteniamo inaccettabile e vergognoso il tentativo di certa politica locale di strumentalizzare una vicenda nella quale l’amministrazione si è mossa avendo come unica finalità l’interesse per la salute pubblica”. L’avvocato Gagliardi contesta la ricostruzione.