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Area per cani al Teatro Romano, richiesti gli atti alla Soprintendenza. Polemiche e mobilitazione

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I lavori ripresi al Teatro Romano per l'area di sgambatura dei cani

È stata inoltrata a Perugia la richiesta di accesso agli atti alla Soprintendenza sulla controversa e discussa area per la sgambatura dei cani che la Giunta Stirati ha deciso di realizzare nel parco del Teatro Romano in zona archeologica.

Si sono mobilitati diversi cittadini in risposta al sindaco Filippo Mario Stirati, gli assessori e i politici che hanno cavalcato una petizione popolare con 300 firme sostenuta dall’ex consigliere comunale Francesco Sebastiani (Scelgo Gubbio).

In particolare, è stato chiesto all’organismo statale che tutela il patrimonio storico il documento del Comune di Gubbio inviato alla Soprintendenza per un progetto di un’area per cani presso il parco archeologico del Teatro Romano; la planimetria o render del progetto; il prospetto della spesa con le varie voci per l’importo complessivo di 40.000 euro; il documento d’incarico per l’archeologo individuato per controllare i lavori; l’autorizzazione della Soprintendenza a realizzare i lavori in quell’area sopra i resti di edifici antichi e di pregio.

Intanto, è arrivata la terra – come dichiarato dall’assessore ai Lavori pubblici, Valerio Piergentili – ha determinato in attesa la sospensione dei lavori e sono ripresi i lavori: non è dato sapere se ricopre i danni delle buche oppure è la base per una colata di cemento.

La vicenda sta creando polemiche anche perché di aree alternative a ridosso del centro cittadino ce ne sono diverse, come la parte del parco della Vittorina retrostante la chiesa. Nello stesso parco, peraltro, ci sono già molti cani portati a passeggio dai proprietari. Il Consiglio Comunale votando all’unanimità l’area del Teatro Romano ha confermato di andare soltanto a istanze popolari per la ricerca del consenso senza pensare minimamente alle conseguenze e ai risvolti come la natura di quel luogo.

Il Teatro Romano è un simbolo dell’antichità eugubina e il grande interesse archeologico si riscontra anche in articolato servizio sul numero di febbraio della rivista specializzata Archeo.