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La rivista Archeo dedica uno speciale sui risultati delle prospezioni sull’area della Gubbio Romana

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Foto Claudio Ciabochi Elaborazione geofisica Laura Cerri

Sul numero di febbraio di Archeo, scaricabile gratuitamente anche on line sul sito della direzione regionale dei musei dell’Umbria del Ministero della Cultura, c’è un articolo in cui sono tacconanti i risultati delle prospezioni effettuate da Laura Cerri e Ilaria Venanzoni sull’area della Gubbio Romana. 

Grazie alle recenti indagini geofisiche effettuate nell’area di Iguvium, sono emerse nuove ed interessanti scoperte sugli antichi resti della città romana.

Le ricerche sono state condotte dall’archeologa Laura Cerri e sono state possibili grazie a un finanziamento concesso dal Ministero della cultura (DG Musei- L. 190/2014, triennio 2022- 2024), destinato alla valorizzazione dei resti romani di Gubbio. Questo finanziamento è stato richiesto dall’archeologa e direttrice del Teatro romano, Ilaria Venanzoni.

Attraverso l’utilizzo di magnetometria e georadar, le indagini hanno svelato nel sottosuolo numerose strutture, prevalentemente di natura residenziale. Tuttavia, particolare attenzione è stata dedicata ad un importante elemento: alle spalle del Teatro è stata individuata una struttura quadrangolare, interpretata come piazza porticata con un tempio posizionato sul lato meridionale.

Questa scoperta, oltre a fornire nuovi dettagli sulla struttura della città romana, assume un significato cruciale in relazione al rinvenimento delle famose Tavole, risalenti al Quattrocento e scoperte nelle vicinanze del Teatro, in ambienti sotterranei finora non identificati.

finora, infatti, si ipotizzava che i testi potessero essere esposti all’interno della struttura teatrale, circostanza non del tutto compatibile con la sacralità del contenuto delle Tavole. La nuova scoperta getta, quindi, una luce inedita sia sul ritrovamento delle Tavole sia sull’urbanistica dell’antica città di Iguvium.